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Sport 2000 Putz


2026-09-03
(c) Innocente Mentil, Bunker#deutscheversion #bunker3

Una spaziosa porta a vetri rinforzata da eleganti aste di alluminio, distanziata dalla strada da tre bassi gradini, introduce all’ampio locale attrezzato a bar: un massiccio bancone - dietro il quale si allineano bicchieri e bottiglie, disposti ordinatamente sulle caratteristiche mensole, con l’immancabile macchina per il caffè - fronteggia un’ordinata successione di tavoli, corredati da lunghe panche, che coprono gran parte della parete opposta e costituiscono una provvidenziale sistemazione per avventori capitati in un momento di particolare affollamento della sala superiore, la pizzeria propriamente detta, alla quale si accede salendo una pregiata scala di lucido rovere.




Ci troviamo nella pizzeria “Al Bunker”, il regno di Innocente, il valente “pizzaiolo” che a memoria d’uomo non ha mai rimandato deluso un cliente. Lo sguardo si allarga su un salone accogliente, sobrio e dai colori caldi, peculiari del legno che qui è stato impiegato in quantità considerevole, come si conviene ad un ambiente di montagna. Le ondate di calore espirate a tratti dal largo forno a legna che troneggia nell’angolo di fondo, un po’ defilato alla vista, avvolgono piacevolmente i clienti che occupano i tavoli disseminati nella sala con calcolata simmetria. Il soffitto è perlinato alla moda alpina, un’intera parete è traforata nella parte superiore da quattro finestroni affacciati sulla strada, esattamente disposti come i loro gemelli che, al di sotto, permettono alla luce naturale di illuminare il bar. Quadri, stampe, oggetti eterogenei in uso fino a non molto tempo addietro nei lavori agricoli o edili della comunità timavese, vecchie paia di sci, foto… c’è di tutto, appeso alle pareti o sistemato sopra il basamento di un bellissimo “fogolar” perennemente spento.



Abbiamo accennato agli sci, alle foto, ed ecco farsi più vivido, più luminoso il ricordo di Daniele Mentil, il papà di Innocente, e della sua adorata consorte Marisa.



Daniele è stato per Timau un regalo della sorte, un uomo che ha saputo coagulare attorno alla sua figura stima ed affetto, apprezzamento e rispetto. Non si creda di leggere le solite frasi fatte che la pietà umana dedica a coloro che hanno abbandonato questa vita e dei quali “nihil nisi bonum”, come dicevano i latini. Daniele è stato davvero un personaggio che si è legittimamente guadagnato l’ammirazione e la considerazione di tutte le persone che hanno avuto il privilegio di conoscerlo. Sin dalla più giovane età, egli era entrato come lavorante nel panificio gestito da Graziano Silverio, rimanendovi per anni ed imparando tutti i segreti che trasformano un pezzo di pane qualsiasi in una quasi opera d’arte. Nel frattempo, egli coltivava anche le sue spiccate doti atletiche, impegnandosi con lusinghieri risultati in più d’una disciplina sportiva. Insegnante ed allenatore di sci di fondo, dedicava ai suoi allievi (segnatamente bambini) cure tanto premurose da spingere il suo impegno ad accompagnarli in lunghe ed onerose trasferte di gare da disputare nelle più svariate, e distanti, località alpine dell’Italia settentrionale: Val d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Trentino Alto Adige e via viaggiando (detto per inciso, nel 1972 Daniele assaporerà una doppia gioia nelle vesti di allenatore-papà: sua figlia Lorena vincerà il titolo di campionessa italiana, cat. “Allievi”).



Al calcio, poi, aveva regalato quasi quindici anni di militanza, trascorsi con la gloriosa maglia di terzino sinistro del Timau sulle spalle. Sempre corretto, sempre generoso, un costante punto di riferimento umano e agonistico.



Nel 1958 Daniele sposa Marisa Puntel, una dolce ragazza di Cleulis, bella e fidata. La loro unione è allietata dalla nascita prima di Lorena, poi di Innocente ed infine di Michele. Passano gli anni, i due ragazzi più grandi si avviano ad imboccare le strade della vita, sotto la guida attenta di mamma e papà: Lorena studia da maestra, Innocente è alle medie (poi il lungimirante papà lo manderà a frequentare un corso di pizzaiolo a Udine), mentre Michele, il cucciolo della compagnia, è ancora troppo impegnato con i lavoretti dell’asilo e i giochi con i piccoli amichetti per preoccuparsi seriamente del suo avvenire. Chi si preoccupa, invece, e giustamente, dell’avvenire dei figli sono i genitori. Va bene che il profitto scolastico dei loro ragazzi è garanzia di confortevole riuscita nella ricerca di un impiego futuro, però è sempre meglio cautelarsi ed esplorare anche altre strade che possano assicurare una degna fonte di sostentamento. Ragionando in questa ottica, Daniele e Marisa decidono di lanciarsi in un’avventura che, se portata a buon fine, garantirà davvero un discreto futuro a chiunque di loro ne abbia bisogno.



Nel febbraio del 1978 viene inaugurata a Timau la pizzeria “Al Bunker”, così chiamata perché costruita sopra delle rocce gigantesche e nel puntiglioso rispetto di tutti i criteri antisismici, giusto quanto disposto dal perito Bruno Fumi di Cleulis, progettista e direttore dei lavori.



L’impresa nella quale si sono cacciati i due intrepidi coniugi è di quelle che fanno tremare vene e polsi. Già aprire una pizzeria a Timau, piccolo paese che comincia a mostrare i primi segni di una contrazione demografica che avrà una drammatica conferma negli anni a venire, sembra azzardo grosso; se a ciò si aggiunge la circostanza che, per reperire i soldi necessari ad avviare la loro attività, Daniele e Marisa avevano dovuto dar fondo a tutto il credito che riscuotevano presso banche e privati, divenendo debitori di somme davvero ragguardevoli, beh, se qualcuno allora avesse pensato che l’iniziativa dei due temerari era stata suggerita da un raptus di follia allo stato puro, non avrebbe avuto tutti i torti!



E invece, guarda come vanno a volte le cose del mondo!, la pizzeria incontra sin da subito il favore della clientela che cresce a vista d’occhio, ingrossata com’è da buongustai austriaci che si sobbarcano di buon grado la fatica di affrontare i due versanti di passo Monte Croce pur di gustare una pizza che sembra ammannita da un pizzaiolo di Napoli, notoriamente la capitale morale di quel saporito alimento. Un vento favorevole, dunque, gonfia le vele della navicella appena varata e sembra sospingerla in acque sempre più azzurre, allorché il destino vibra un colpo di inaudita violenza sulle speranze presenti e future dell’operosa famigliola.



In un maledetto pomeriggio di lunedì 25 giugno del 1979, Daniele e Marisa incappano in uno spaventoso incidente stradale. Lei decede quasi subito, lui sopravvive tre giorni, poi la morte lo ricongiunge alla sua sventurata moglie. Avevano solo quarant’anni.



Timau è letteralmente “choccata” dall’avvenimento. Al sincero, profondo cordoglio per la tragica dipartita di due persone così buone e laboriose, si aggiunge lo sgomento per la terribile situazione in cui di colpo sono venuti a trovarsi i tre giovanissimi orfani, improvvisamente catapultati in una dimensione da incubo. Come si presenterà il loro avvenire? Che cosa sarà della pizzeria, un’attività che i loro previdenti genitori avevano immaginato come una sorta di polizza stipulata a salvaguardia del futuro economico di ciascuno dei figli? In quei giorni di stordita incredulità, i timavesi, ma proprio tutti i timavesi presenti in paese o sparpagliati per il mondo a lavorare, scrivono la pagina forse più bella del loro già ricco curriculum di persone generose ed altruiste. Si assiste ad una gara di solidarietà cui sembra persino impossibile credere. Aiuti in denaro confluiscono su un conto aperto in paese a favore dei tre ragazzi, le banche confermano il credito, un gruppo di amici dall’animo nobile si occupa di mettere ordine nei conti della pizzeria, garantendo personalmente una eventuale esposizione economica… insomma accade qualcosa di eccezionale, di toccante che alla fine sfocia nell’epilogo da tutti auspicato: la pizzeria è salva, adesso tocca ai tre fratelli uscire alla ribalta e continuare nell’opera avviata dal loro papà e dalla loro mamma.



E così è. Lorena, Innocente e Michele ricacciano indietro le lacrime e stringono i denti: i timavesi si accorgeranno ben presto che le loro amorevoli cure non sono state sprecate per dei pulcini bagnati. La pizzeria andrà avanti.



Si vede allora Lorena, diciannovenne, alternare i suoi impegni di insegnante scolastica (si era brillantemente diplomata maestra l’anno prima) al lavoro nel locale, affrontando mansioni che vanno dalla ragazza “tuttofare” in sala all’esperta in faccende di amministrazione (a proposito, è da sottolineare il prezioso apporto fornito in tal senso da Adriano Mentil); Innocente, diciotto anni, pizzaiolo dalla prima ora, si supera nell’applicazione degli insostituibili ammaestramenti di papà Daniele in fatto di preparazione e cottura delle pizze; Michele, appena dieci anni!, suscita profonda tenerezza mentre si ingegna a fare da barman e cassiere (quante volte sono gli stessi clienti ad aiutarlo a mescere le bevande richieste, oppure a contare i soldi del resto…).



Sant’Agostino afferma che il Signore non manda mai una croce più pesante di quella che si riesca a sopportare: sarà per questo, sarà per chissà cosa, ma lentamente i tre sventurati si riprendono e, sempre discretamente seguiti dal buon cuore di tante persone, portano la pizzeria ad imboccare nuovamente la strada della speranza, grazie a immani sacrifici affrontati con un coraggio incredibile in ragazzi agli albori dell’esistenza.



Lorena si è nel frattempo sposata e parte da Timau per seguire il marito. Innocente, nel 1981, si sposa a sua volta con Bettina, una donna seria ed assennata che gli regala Mirko e si prende anche cura di Michele, undicenne costretto a diventare adulto nel soffio di un amen. Finalmente anche per la nostra devastata famiglia torna una parvenza di sereno. I giorni dell’acerbo dolore sono gelosamente custoditi in quell’angolo di cuore che serba, incancellabile, il dolce sorriso di chi ci ha lasciati per crudele capriccio del destino. Lorena, Innocente e Michele sono ormai in grado di decidere da soli delle loro scelte.



Di Lorena, insegnante, e di Innocente, re del “Bunker”, abbiamo detto: cosa ne è stato di Michele, la figura più commovente di tutti? Ebbene, anche il cucciolo si è fatto adulto. Nel 1993, Michele sposa Michela (maggiore identità di gusti una coppia non potrebbe mostrare…) e con lei apre sul lago di Cavazzo la pizzeria “Bunker 2”, esplicito omaggio all’indimenticato papà, e la bruschetteria “Bunker 3”. Dopo qualche anno, la “Bunker 2” viene eliminata, mentre la “Bunker 3”, spostata in nuovi e più ampi locali a Trasaghis, è trasformata in pizzeria-ristorante, rinomata e ben frequentata, e resta l’unico locale gestito dalla coppia, alla quale si è aggiunto, in qualità di valido aiutante, il baldo figliolo Alessio.



E siamo ai giorni nostri, reduci da un veloce viaggio che ha preso le mosse giusto trent’anni fa. Dedichiamo ancora qualche minuto al “Bunker” di Timau.



Innocente continua a deliziare gli avventori che ne scoprono ogni tanto gli umori creativi attraverso la degustazione di pizze nuove e dai gusti innovativi. Qualche esempio? Partiamo dalla pizza “Guido”, già presente in menù dagli anni ’80: su un soffice cuscino di pasta sapientemente lavorata riposa, circondato da un croccante bordo rialzato, uno stuzzicante impasto di prosciutto, funghi, gorgonzola, salamino, würstel e cipolla. Assaggiamo la “Valentina”? Ecco in tavola un raffinato connubio di gusti per palati scelti: gorgonzola, mais, salamino, cipolla e rucola. Reclamando a sua volta un minimo di attenzione, ci tira per la giacca “Simona”, con i suoi sapori forti e robusti, ingentiliti da un velo di formaggio di vaglia: prosciutto, funghi, gorgonzola, salamino, cipolla e capperi. Non si può, poi, ignorare un prodotto dell’estro di Innocente che, non a caso, ha voluto intitolare “Chef” una delle sue composizioni più riuscite a base di salamino, larghe e sottili fette di prosciutto S. Daniele, una rugiada di rucola, pomodorini e mozzarelline.



Basta, l’esercizio della descrizione senza degustazione comincia a diventare una sofferenza. Però, non è permesso abbandonare l’argomento senza rendere i dovuti onori alla pizza regina, quella battezzata addirittura con il nome del locale, la “Bunker”: prosciutto, funghi, carciofi, peperoni, würstel e salamino. Quelle citate sono solo alcune delle specialità che Innocente “sforna” (è letteralmente il termine giusto) a delizia delle papille gustative dei suoi clienti e comunque la loro particolareggiata presentazione dovrebbe bastare a spiegare il grande successo che riscuote al di qua e al di là delle Alpi la pizzeria “Al Bunker”. Per i più golosi aggiungiamo che Dania e Francesca, le brave e belle collaboratrici dello chef, possono all’occorrenza servire raffinati dolci (tiramisù, panna cotta, tartufi e affogati al caffè o al whisky). Va da sé che sono inoltre a disposizione vini comuni e di marca, bibite, birre, amari e grappe.



Credo di aver detto abbastanza; se non altro, ho tentato di raccontare la parte più significativa della travagliata storia della pizzeria di Timau. Io ci vado più che volentieri, sapendo che ne uscirò invariabilmente soddisfatto. Beh, quasi soddisfatto, se devo essere del tutto sincero, perché ogni volta che varco la soglia del bar provo un istintivo moto di fastidio dovuto al fatto che in cima al banco sono esposti trofei e sciarpe la cui vista, almeno ai miei occhi di milanista, è paragonabile alla comparsa improvvisa di un mal di denti: si tratta di cimeli interisti!



Vi assicuro, comunque, che Innocente prepara delle pizze così buone che non smetterò mai di andare a mangiarle, neanche se me ne presentasse qualcuna con la farcitura nerazzurra….



Rocco Tedino



(c) innocente mentil, al bunker
Seit 1.1.2024 hat der Bunker leider geschlossen.


„Al Bunker“ - Die Geschichte der Pizzeria von Timau

Eine geräumige Glastür, verstärkt durch elegante Aluminiumstreben und durch drei niedrige Stufen von der Straße abgesetzt, führt in den großzügigen, als Bar eingerichteten Raum: Eine massive Theke – hinter der Gläser und Flaschen ordentlich auf den charakteristischen Regalen aufgereiht sind, zusammen mit der unverzichtbaren Kaffeemaschine – steht einer geordneten Reihe von Tischen mit langen Bänken gegenüber, die einen Großteil der gegenüberliegenden Wand einnehmen und eine willkommene Sitzgelegenheit für Gäste bieten, die zu einem Zeitpunkt eintreffen, an dem der obere Saal besonders voll ist. Dort befindet sich die eigentliche Pizzeria, die man über eine hochwertige Treppe aus glänzender Eiche erreicht.



Wir befinden uns in der Pizzeria „Al Bunker“, dem Reich von Innocente, jenem tüchtigen „Pizzaiolo“, der seit Menschengedenken noch keinen Gast enttäuscht nach Hause geschickt hat. Der Blick schweift durch einen einladenden, schlichten Saal mit warmen Farbtönen, wie sie für das Holz typisch sind, das hier in beträchtlichen Mengen verwendet wurde, ganz wie es sich für ein Lokal in den Bergen gehört. Die Hitzewellen, die von Zeit zu Zeit aus dem breiten Holzofen strömen, der etwas abseits vom Blickfeld in der hinteren Ecke thront, umhüllen angenehm die Gäste an den Tischen, die in wohlüberlegter Symmetrie im Raum verteilt sind. Die Decke ist nach alpiner Art mit Holz verkleidet; eine ganze Wand wird im oberen Bereich von vier großen Fenstern durchbrochen, die zur Straße hinausgehen und genau über ihren Gegenstücken liegen, durch die weiter unten das natürliche Licht in die Bar fällt. Bilder, Drucke, verschiedenste Gegenstände, die bis vor nicht allzu langer Zeit bei den landwirtschaftlichen oder handwerklichen Arbeiten der Gemeinschaft von Timau verwendet wurden, alte Skipaare, Fotos … es gibt von allem etwas, an den Wänden aufgehängt oder auf dem Sockel eines wunderschönen, stets unbenutzten „Fogolar“ aufgestellt.



Wir haben die Skier und die Fotos erwähnt, und schon wird die Erinnerung an Daniele Mentil, den Vater von Innocente, und an seine geliebte Frau Marisa lebendiger und heller.



Daniele war für Timau ein Geschenk des Schicksals, ein Mann, der es verstand, Achtung und Zuneigung, Wertschätzung und Respekt um seine Person zu vereinen. Man möge nicht glauben, hier jene üblichen Floskeln zu lesen, die menschliches Mitgefühl all jenen widmet, die aus diesem Leben geschieden sind und über die „nihil nisi bonum“ – nichts als Gutes – gesagt werden soll, wie schon die Lateiner sagten. Daniele war wirklich eine Persönlichkeit, die sich die Bewunderung und Wertschätzung all jener Menschen redlich verdient hatte, die das Privileg hatten, ihn kennenzulernen. Schon in jungen Jahren hatte er als Arbeiter in der von Graziano Silverio geführten Bäckerei begonnen, war dort jahrelang geblieben und hatte alle Geheimnisse erlernt, die aus einem gewöhnlichen Stück Brot beinahe ein Kunstwerk machen. Gleichzeitig pflegte er seine ausgeprägten sportlichen Fähigkeiten und erzielte in mehreren Sportarten beachtliche Erfolge. Als Lehrer und Trainer im Langlauf kümmerte er sich mit solcher Hingabe um seine Schüler – insbesondere um die Kinder –, dass er sie auf lange und beschwerliche Fahrten zu Wettkämpfen in die verschiedensten und weit entfernten Alpenregionen Norditaliens begleitete: ins Aostatal, ins Piemont, in die Lombardei, nach Trentino-Südtirol und immer weiter. Nebenbei sei erwähnt, dass Daniele 1972 als Trainer und Vater eine doppelte Freude erleben sollte: Seine Tochter Lorena gewann den italienischen Meistertitel in der Kategorie „Allievi“.



Auch dem Fußball hatte er fast fünfzehn Jahre seines Lebens gewidmet, die er im ruhmreichen Trikot des Timau als linker Verteidiger verbrachte. Immer fair, immer großzügig, war er menschlich wie sportlich ein beständiger Bezugspunkt.



1958 heiratet Daniele Marisa Puntel, ein liebenswertes Mädchen aus Cleulis, schön und zuverlässig. Ihre Ehe wird zunächst durch die Geburt von Lorena, dann von Innocente und schließlich von Michele bereichert. Die Jahre vergehen, die beiden älteren Kinder beginnen, unter der aufmerksamen Führung von Mutter und Vater ihren Weg ins Leben einzuschlagen: Lorena lässt sich zur Lehrerin ausbilden, Innocente besucht die Mittelschule – später wird ihn sein vorausschauender Vater zu einem Pizzaiolo-Kurs nach Udine schicken –, während Michele, das Nesthäkchen der Familie, noch viel zu sehr mit den Bastelarbeiten im Kindergarten und den Spielen mit seinen kleinen Freunden beschäftigt ist, um sich ernsthaft Gedanken über seine Zukunft zu machen. Gedanken über die Zukunft der Kinder machen sich hingegen, und das zu Recht, die Eltern. Gewiss, die schulischen Leistungen ihrer Kinder versprechen gute Voraussetzungen für eine spätere Beschäftigung, doch es ist immer besser, Vorsorge zu treffen und auch andere Wege zu erkunden, die eine würdige Lebensgrundlage sichern könnten. Aus dieser Überlegung heraus beschließen Daniele und Marisa, sich in ein Abenteuer zu stürzen, das, sollte es erfolgreich sein, tatsächlich jedem von ihnen, der es einmal benötigen sollte, eine solide Zukunft gewährleisten würde.



Im Februar 1978 wird in Timau die Pizzeria „Al Bunker“ eröffnet. Ihren Namen erhält sie, weil sie auf riesigen Felsen errichtet und unter peinlich genauer Einhaltung sämtlicher Erdbebenschutzvorschriften gebaut wurde, ganz nach den Vorgaben des Sachverständigen Bruno Fumi aus Cleulis, der als Planer und Bauleiter fungierte.



Das Unternehmen, auf das sich die beiden unerschrockenen Eheleute eingelassen haben, ist eines von jener Art, bei der einem Angst und Bange werden kann. Schon die Eröffnung einer Pizzeria in Timau, einem kleinen Dorf, das erste Anzeichen eines Bevölkerungsrückgangs zeigt, der sich in den folgenden Jahren dramatisch bestätigen wird, erscheint als großes Wagnis. Hinzu kommt, dass Daniele und Marisa, um das für den Start ihres Unternehmens notwendige Geld aufzubringen, sämtliche Kredite ausschöpfen mussten, die ihnen Banken und Privatpersonen gewährten, und dadurch beträchtliche Schulden auf sich nahmen. Nun, hätte damals jemand gedacht, die Initiative der beiden Wagemutigen sei einem Anfall reinen Wahnsinns entsprungen, hätte er damit nicht völlig unrecht gehabt!



Doch manchmal nehmen die Dinge dieser Welt eben einen unerwarteten Lauf! Die Pizzeria findet von Anfang an großen Anklang bei den Gästen, deren Zahl zusehends wächst. Unter ihnen befinden sich zahlreiche österreichische Feinschmecker, die bereitwillig die Mühe auf sich nehmen, die beiden Seiten des Plöckenpasses zu bewältigen, nur um eine Pizza zu genießen, die von einem Pizzaiolo aus Neapel zu stammen scheint, jener Stadt, die bekanntlich als moralische Hauptstadt dieses schmackhaften Gerichts gilt. Ein günstiger Wind bläht also die Segel des gerade erst zu Wasser gelassenen Schiffchens und scheint es in immer blauere Gewässer zu treiben, als das Schicksal mit ungeheurer Gewalt die Hoffnungen der fleißigen Familie für Gegenwart und Zukunft trifft.



An einem verhängnisvollen Montagnachmittag, dem 25. Juni 1979, geraten Daniele und Marisa in einen schrecklichen Verkehrsunfall. Sie stirbt fast sofort, er überlebt noch drei Tage, dann vereint ihn der Tod wieder mit seiner unglücklichen Frau. Sie waren erst vierzig Jahre alt.



Timau steht unter Schock. Zur aufrichtigen, tiefen Trauer über den tragischen Tod zweier so guter und fleißiger Menschen kommt die Bestürzung über die schreckliche Lage, in der sich plötzlich ihre drei noch sehr jungen Waisen wiederfinden, die unvermittelt in eine albtraumhafte Wirklichkeit gestoßen wurden. Wie wird ihre Zukunft aussehen? Was wird aus der Pizzeria, jenem Betrieb, den ihre vorausschauenden Eltern als eine Art Versicherung zum Schutz der wirtschaftlichen Zukunft jedes ihrer Kinder gedacht hatten?



In diesen Tagen fassungsloser Betäubung schreiben die Menschen von Timau – wirklich alle, die sich im Dorf befinden oder irgendwo in der Welt ihrer Arbeit nachgehen – vielleicht die schönste Seite in der ohnehin reichen Geschichte ihrer Großzügigkeit und Hilfsbereitschaft. Es beginnt ein Wettlauf der Solidarität, den man beinahe für unglaublich halten könnte. Geldspenden fließen auf ein im Ort eingerichtetes Konto zugunsten der drei Kinder, die Banken bestätigen ihre Kreditzusagen, eine Gruppe von Freunden mit großem Herzen kümmert sich darum, die Finanzen der Pizzeria zu ordnen und übernimmt persönlich die Garantie für mögliche finanzielle Verpflichtungen … kurz gesagt, es geschieht etwas Außergewöhnliches und Bewegendes, das schließlich in jenem Ausgang mündet, den alle erhofft hatten: Die Pizzeria ist gerettet. Nun liegt es an den drei Geschwistern, ins Rampenlicht zu treten und das Werk fortzuführen, das ihr Vater und ihre Mutter begonnen hatten.



Und so geschieht es. Lorena, Innocente und Michele schlucken ihre Tränen hinunter und beißen die Zähne zusammen: Schon bald werden die Menschen von Timau erkennen, dass ihre liebevolle Fürsorge nicht an drei hilflosen Küken verschwendet worden ist. Die Pizzeria wird weitergeführt.



So sieht man die neunzehnjährige Lorena ihre Tätigkeit als Lehrerin – sie hatte im Jahr zuvor mit ausgezeichnetem Erfolg ihr Diplom erworben – mit der Arbeit im Lokal verbinden. Dort übernimmt sie Aufgaben, die vom „Mädchen für alles“ im Service bis hin zur Fachkraft für Verwaltungsangelegenheiten reichen. In diesem Zusammenhang ist auch der wertvolle Beitrag von Adriano Mentil hervorzuheben. Innocente, achtzehn Jahre alt und Pizzaiolo der ersten Stunde, übertrifft sich selbst bei der Umsetzung der unersetzlichen Lehren seines Vaters Daniele über die Zubereitung und das Backen der Pizzen. Michele, gerade einmal zehn Jahre alt!, rührt die Menschen zutiefst, während er sich bemüht, als Barkeeper und Kassierer zu arbeiten – wie oft sind es die Gäste selbst, die ihm helfen, die bestellten Getränke einzuschenken oder das Wechselgeld abzuzählen …



Der heilige Augustinus sagt, der Herr schicke niemals ein Kreuz, das schwerer sei, als man es tragen könne. Ob es daran liegt oder an etwas anderem, wer weiß – jedenfalls erholen sich die drei vom Schicksal Gezeichneten langsam und bringen, weiterhin unaufdringlich unterstützt von der Herzensgüte vieler Menschen, die Pizzeria wieder auf den Weg der Hoffnung. Dies gelingt ihnen dank gewaltiger Opfer, denen sie sich mit einem Mut stellen, der bei so jungen Menschen am Anfang ihres Lebens unglaublich erscheint.



Lorena hat inzwischen geheiratet und verlässt Timau, um ihrem Mann zu folgen. Innocente wiederum heiratet 1981 Bettina, eine ernsthafte und besonnene Frau, die ihm Mirko schenkt und sich zugleich um Michele kümmert, der mit seinen elf Jahren gezwungen ist, im Handumdrehen erwachsen zu werden. Endlich kehrt auch für unsere schwer geprüfte Familie ein Anflug von heiterem Himmel zurück. Die Tage des bitteren Schmerzes werden sorgsam in jenem Winkel des Herzens bewahrt, der unauslöschlich das liebe Lächeln jener Menschen in sich trägt, die uns durch eine grausame Laune des Schicksals verlassen haben. Lorena, Innocente und Michele sind inzwischen in der Lage, ihre Entscheidungen selbst zu treffen.



Über Lorena, die Lehrerin, und über Innocente, den König des „Bunker“, haben wir gesprochen. Doch was ist aus Michele geworden, der wohl bewegendsten Figur von allen? Nun, auch das Nesthäkchen ist erwachsen geworden. 1993 heiratet Michele Michela – eine größere Übereinstimmung im Geschmack könnte ein Paar wohl kaum beweisen … – und eröffnet mit ihr am Cavazzo-See die Pizzeria „Bunker 2“, eine ausdrückliche Hommage an den unvergessenen Vater, sowie die Bruschetteria „Bunker 3“. Einige Jahre später wird das „Bunker 2“ aufgegeben, während das „Bunker 3“ in neue und größere Räumlichkeiten nach Trasaghis verlegt und in eine bekannte und gut besuchte Pizzeria mit Restaurant umgewandelt wird. Es bleibt das einzige Lokal des Paares, das inzwischen von seinem tüchtigen Sohn Alessio unterstützt wird.



Und damit sind wir in der Gegenwart angekommen, nach einer kurzen Reise, die vor genau dreißig Jahren ihren Ausgang genommen hat. Widmen wir dem „Bunker“ von Timau noch einige Minuten.



Innocente verwöhnt weiterhin seine Gäste, die von Zeit zu Zeit seine kreative Ader entdecken dürfen, indem sie neue Pizzen mit innovativen Geschmacksrichtungen probieren. Einige Beispiele? Beginnen wir mit der Pizza „Guido“, die bereits seit den 1980er-Jahren auf der Speisekarte steht: Auf einem weichen Kissen aus meisterhaft verarbeitetem Teig ruht, umgeben von einem knusprigen erhöhten Rand, eine verlockende Mischung aus Schinken, Pilzen, Gorgonzola, Salami, Würstel und Zwiebeln.



Probieren wir die „Valentina“? Da kommt eine raffinierte Verbindung von Aromen für anspruchsvolle Gaumen auf den Tisch: Gorgonzola, Mais, Salami, Zwiebeln und Rucola.



Auch die „Simona“ fordert ein wenig Aufmerksamkeit und zupft uns gewissermaßen am Ärmel: Ihre kräftigen, markanten Aromen werden durch einen Hauch hochwertigen Käses verfeinert – Schinken, Pilze, Gorgonzola, Salami, Zwiebeln und Kapern.



Und schließlich darf man eine Kreation aus Innocentes Einfallsreichtum nicht übergehen, der nicht zufällig eine seiner gelungensten Kompositionen „Chef“ genannt hat: mit Salami, breiten und dünnen Scheiben San-Daniele-Schinken, einem Hauch Rucola, kleinen Tomaten und Mozzarellakügelchen.



Genug! Das Beschreiben ohne Probieren beginnt langsam zur Qual zu werden. Doch wir dürfen das Thema nicht verlassen, ohne der Königin unter den Pizzen die gebührende Ehre zu erweisen, jener Pizza, die sogar den Namen des Lokals trägt: die „Bunker“ – mit Schinken, Pilzen, Artischocken, Paprika, Würstel und Salami.



Die genannten Pizzen sind nur einige der Spezialitäten, die Innocente „aus dem Ofen zaubert“ – hier ist der Ausdruck wirklich wörtlich zu verstehen – und damit die Geschmacksknospen seiner Gäste erfreut. Ihre ausführliche Beschreibung dürfte jedenfalls genügen, um den großen Erfolg zu erklären, den die Pizzeria „Al Bunker“ diesseits und jenseits der Alpen genießt.



Für die besonders Naschhaften sei hinzugefügt, dass Dania und Francesca, die tüchtigen und hübschen Mitarbeiterinnen des Chefs, bei Bedarf feine Desserts servieren können: Tiramisù, Panna cotta, Trüffeldesserts und Affogati mit Kaffee oder Whisky. Selbstverständlich stehen außerdem einfache und hochwertige Weine, alkoholfreie Getränke, Bier, Bitterliköre und Grappa zur Verfügung.



Ich glaube, ich habe genug erzählt; zumindest habe ich versucht, den bedeutendsten Teil der bewegten Geschichte der Pizzeria von Timau wiederzugeben. Ich selbst gehe mehr als gerne dorthin, denn ich weiß, dass ich jedes Mal zufrieden wieder hinausgehen werde.



Nun ja, fast zufrieden, wenn ich ganz ehrlich sein soll. Denn jedes Mal, wenn ich die Schwelle zur Bar überschreite, verspüre ich unwillkürlich einen gewissen Unmut angesichts der Tatsache, dass oben auf der Theke Trophäen und Schals ausgestellt sind, deren Anblick für meine Augen als Milan-Fan ungefähr mit einem plötzlich auftretenden Zahnschmerz vergleichbar ist: Es handelt sich nämlich um Erinnerungsstücke von Inter!



Ich versichere euch jedoch, dass Innocente so gute Pizzen zubereitet, dass ich niemals aufhören werde, dort essen zu gehen – selbst dann nicht, wenn er mir eines Tages eine mit schwarz-blauem Belag servieren sollte …



Rocco Tedino



AL BUNKER 3

Michele Mentil
Via Onorio De Luca, 68
330100 Trasaghis UD, Italia
+39 0432 984536




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2026-09-01



Sprache verbindet – auch über Grenzen hinweg. Genau darum geht es bei „Grenz-Sprooch – Lingua di confine“ in Paluzza. Im Mittelpunkt stehen die sprachliche und kulturelle Vielfalt des Grenzraums sowie jene Dialekte und Sprachen, die seit Generationen das Leben der Menschen zwischen Friaul, Kärnten und den angrenzenden Regionen prägen.

Die Veranstaltung lädt dazu ein, Sprache nicht nur als Mittel zur Verständigung zu sehen, sondern als wichtigen Teil unserer Identität, unserer Geschichte und unseres gemeinsamen kulturellen Erbes. Gerade in einer Grenzregion erzählen Wörter, Dialekte und Redewendungen von Begegnungen, Beziehungen und jahrhundertelangem Austausch.

„Grenz-Sprooch“ macht diese Vielfalt hörbar und zeigt, wie Sprache Menschen zusammenbringt. Ein spannender Anlass für alle, die sich für die Geschichte, Kultur und sprachlichen Besonderheiten unserer gemeinsamen Grenzregion interessieren.



Wann und wo

05. September 17:30 Uhr | Timau | Museo della Grande Guerra
11. September 20:45 Uhr | Timau | Am Hauptplatz
12. September 17:30 Uhr | Timau | Am Hauptplatz

comune di Paluzza




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2026-08-10
Die Wallfahrtskirche Maria Schnee liegt oberhalb von Mauthen an der Straße zum Plöckenpass und ist seit Jahrhunderten ein bedeutender Ort des Glaubens und der Marienverehrung. Ihre Entstehung geht auf eine Legende aus dem Jahr 1675 zurück. Damals sollen drei Kinder aus Mauthen am sogenannten Spähbichl eine außergewöhnliche Erscheinung erlebt haben: Eine weiß gekleidete Frau zeigte sich ihnen und erhob segnend ihre Hand zum Himmel. Zur Erinnerung wurde an dieser Stelle zunächst ein Kreuz errichtet.

Zwischen 1710 und 1712 entstand schließlich eine Kapelle, die schon bald zahlreiche Pilger anzog. Aufgrund der wachsenden Bedeutung des Wallfahrtsortes wurde das Gotteshaus 1843 erweitert und erhielt weitgehend seine heutige Gestalt. Im Inneren finden sich Deckenmalereien von Christoph Brandstätter aus dem Jahr 1844, die Szenen aus dem Leben Marias darstellen. Eine besondere Bedeutung besitzt der Hochaltar aus dem Jahr 1715. In ihm befindet sich ein Gnadenbild aus dem Jahr 1780, eine Kopie des berühmten Marienbildes der Basilika Santa Maria Maggiore in Rom. Auch die barocken Seitenaltäre sowie zahlreiche Votivbilder aus dem 18. und 19. Jahrhundert zeugen von der langen Wallfahrtstradition.

Über Generationen hinweg wurde Maria Schnee von der Bevölkerung gepflegt und erhalten. Die Kirche ist damit nicht nur ein kunst- und kulturgeschichtlich wertvolles Bauwerk, sondern auch Ausdruck der engen Verbindung zwischen Religion, örtlicher Gemeinschaft und regionaler Geschichte.

Im Jahr 2012 wurde das 300-jährige Bestehen der Wallfahrtskirche feierlich begangen. Gleichzeitig konnte eine umfassende Generalsanierung abgeschlossen werden. Höhepunkt der Jubiläumsfeierlichkeiten war am 5. August ein Festgottesdienst mit Diözesanbischof Alois Schwarz. Eine Prozession führte von der Pfarrkirche Mauthen hinauf nach Maria Schnee, wo die renovierte Kirche gesegnet wurde.

Auch nach drei Jahrhunderten ist Maria Schnee ein lebendiger Glaubensort. Als Station des Marienpilgerweges verbindet die Kirche ihre jahrhundertealte Geschichte mit der Gegenwart und erinnert daran, welchen Stellenwert Glaube, Wallfahrt und gemeinschaftliches Engagement für die Menschen der Region besitzen.

Festschrift 300 Jahre Maria Schnee
Festschrift 500 Jahre Pfarre Mauthen
Pfarre Mauthen




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2026-08-03

Wir sind heute an einem Ort, an dem Geschichte sichtbar geworden ist. Vor mehr als hundert Jahren verlief hier eine Front. Menschen lebten monatelang hinter in Stein gemeißelten Schützengräben. Sie hatten Angst, mussten Kälte ertragen und Hunger leiden. Viele von ihnen waren kaum älter als die jungen Menschen, die heute noch zur Schule gehen.

Sie träumten von einem glücklichen Leben – und fanden den Tod.

An solchen Orten wird oft von Helden gesprochen. Ist Krieg nicht das Scheitern der Menschheit? – Bertolt Brecht legt einer seiner Figuren den Satz in den Mund: „Unglücklich das Land, das Helden nötig hat.“ – Wo Krieg herrscht, wo Unrecht regiert und Menschen einander töten, braucht es außergewöhnlichen Mut. Wie viel schöner wäre eine Welt, in der niemand gezwungen wäre, ein Kriegsheld zu sein.

Jesus spricht im Evangelium nicht von Helden, aber von Friedensstiftern. Er sagt nicht: Selig die Starken. Selig die Sieger. Selig die Berühmten. Sondern selig, die Frieden schaffen. Solche Menschen wünsche ich mir als die Helden in unserer Zeit: Ihre Namen erscheinen nie in den Nachrichten.

  • Die Mutter, die nach einem langen Arbeitstag geduldig ihren Kindern zuhört.
  • Der Vater, der seinen Sohn lehrt, Konflikte mit Worten, statt mit Fäusten zu lösen.
  • Die Lehrerin, die Mobbing nicht übersieht, sondern einschreitet.
  • Der Nachbar, der nach einem Streit den ersten Schritt zur Versöhnung macht.
  • Die Pflegekraft, die einem einsamen Menschen Zeit schenkt.
  • Der Jugendliche, der sich gegen Ausgrenzung stellt, und Nachteile befürchten muss.


Solche Menschen verändern die Welt – meistens wohl unbemerkt.

Frieden beginnt nicht dort, wo Staaten Verträge unterschreiben. Sehr wohl aber dort, wo ein Mensch beschließt, nicht mit gleicher Münze heimzuzahlen. Er beginnt mit einem freundlichen Wort, mit der Bereitschaft zuzuhören und dem Mut zu vergeben. – Papst Franziskus hat gesagt: „Frieden ist Handwerksarbeit.“ Er wird Tag für Tag mit Geduld und Respekt gebaut.

Die Helden des Alltags verhindern, dass aus kleinen Verletzungen großer Hass wird. Sie bauen Brücken, bevor Gräben entstehen. – Am Ende seines Lebens hat Jesus darum nicht zum Schwert gegriffen. Er hat gebetet: „Vater, vergib ihnen.“ Das ist die größte Heldentat der Geschichte.

Jedes versöhnende Wort ist ein Sieg des Friedens. Unsere Zeit braucht Menschen, die Brücken bauen. Dann erfüllen sich das Wort Jesu: „Selig, die Frieden stiften; denn sie werden Kinder Gottes genannt werden.“ Amen.




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2026-08-03
(c) Ravascletto
Das Tîr des Cidulis zählt zu den faszinierendsten Traditionen Carniens. Der Wurf der Cidules in Ravascletto ist tief in der lokalen Kultur verwurzelt und bewahrt einen Brauch, dessen Ursprünge bis heute nicht eindeutig geklärt sind. Einige Quellen vermuten Verbindungen zu keltischen Ritualen im Alpenraum und zum Kult des Sonnengottes Beleno, doch fehlen dafür eindeutige historische Belege. Ethnografische Forschungen weisen zugleich auf ähnliche Bräuche in anderen alpinen Gemeinschaften hin und lassen gemeinsame rituelle Traditionen vermuten. Unabhängig von seiner genauen Herkunft besitzt das Tîr des Cidulis bis heute große kulturelle Bedeutung. Es stärkt die Gemeinschaft, vermittelt Traditionen an neue Generationen und macht die Geschichte Carniens lebendig. So ist das Ritual vor allem eines: lebendiges kulturelles Gedächtnis und Ausdruck einer über Jahrhunderte bewahrten alpinen Identität.

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2026-07-06
www.alpina-antica-trail.com
Der Alpina Antica Trail macht eine jahrhundertealte Alpenverbindung neu erlebbar. Auf 673 Kilometern und 38 Etappen führt der Weitwanderweg vom Chiemsee über den Alpenhauptkamm bis nach Venedig und folgt historischen Handels- und Säumerrouten. Wandernde erleben den Wandel vom Alpenvorland über die Hohen Tauern und die Karnische Region bis in die Lagunenstadt Venedig. Entlang der Strecke verbinden sich beeindruckende Natur, historische Orte und regionale Kultur.

outdooractive.com
www.alpina-antica-trail.com

Der Trail lädt zum entschleunigten Unterwegssein ein und eröffnet neue Perspektiven auf Geschichte, Landschaft und Kulinarik. Er stärkt den nachhaltigen Tourismus und macht die enge Verbindung zwischen Alpen- und Adriaraum wieder sichtbar.

www.suedalpen.net




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2026-06-21



Die Tagung „Zukunft gestalten: Berge, Genossenschaft und Gemeinschaft“, die von der Secab anlässlich ihres 115-jährigen Bestehens veranstaltet wird, bietet eine bedeutende Gelegenheit, über die Rolle von Genossenschaften für die Entwicklung von Bergregionen nachzudenken. Die Initiative basiert auf der Erkenntnis, dass alpine und ländliche Gebiete heute vor großen Herausforderungen stehen: Abwanderung, Rückgang öffentlicher Dienstleistungen, ökologische Risiken sowie wirtschaftliche und gesellschaftliche Veränderungen. In diesem Zusammenhang wird die Genossenschaft nicht nur als Unternehmensmodell verstanden, sondern als soziale Infrastruktur, die Zusammenhalt, Teilhabe und eine gemeinsame Zukunftsvision fördern kann.

Die Veranstaltung, die in Zusammenarbeit mit der Universität Udine organisiert wird, stellt das Konzept der territorialen Resilienz in den Mittelpunkt. Dabei geht es nicht allein um die Fähigkeit, Krisen zu bewältigen, sondern um einen Prozess des Lernens, der Anpassung und der Erneuerung von Gemeinschaften und Regionen. Durch Fachvorträge, Podiumsdiskussionen und den Austausch zwischen Wissenschaftlern, politischen Entscheidungsträgern, Vertretern des Genossenschaftswesens und Institutionen werden zentrale Themen behandelt. Dazu gehören die wirtschaftliche Entwicklung alpiner Gebiete, demografische Veränderungen in Karnien, nachhaltige Energieversorgung sowie die Entwicklung neuer Strategien für die Zukunft der Bergregionen.

Besondere Bedeutung kommt der Geschichte der Secab zu. Die Genossenschaft wurde 1911 als erstes friaulisches Unternehmen zur Erzeugung und Verteilung elektrischer Energie in genossenschaftlicher Form gegründet. Ihre lange Tradition zeigt, wie ein regional verwurzeltes Unternehmen nicht nur wirtschaftliches Wachstum fördern, sondern auch einen wichtigen Beitrag zur sozialen Integration und zur Entwicklung lokaler Gemeinschaften leisten kann. Die Tagung betrachtet die Vergangenheit daher als Quelle wertvoller Erfahrungen, richtet den Blick jedoch vor allem auf die Zukunft. Ziel ist es, ein dauerhaftes Ideen- und Innovationslabor zu schaffen, das neue Perspektiven für eine nachhaltige, widerstandsfähige und lebenswerte Bergregion entwickelt. Junge Menschen, Bürgerinnen und Bürger, Unternehmen sowie öffentliche Institutionen sind dabei aufgerufen, gemeinsam neue Wege zu gestalten, die die Stärken der Region nutzen und den Herausforderungen des Wandels erfolgreich begegnen.

Do., 25.06. ab 16:45 Universität Udine
Fr., 26.06. ab 09:15 Teatro Daniel, Paluzza
Sa., 27.06. ab 10:00 Teatro Daniel, Paluzza

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2026-06-18

Josef Klaus (1910–2001) war einer der bedeutendsten österreichischen Politiker der Zweiten Republik. Der aus Mauthen in Kärnten stammende Jurist begann seine politische Laufbahn nach dem Zweiten Weltkrieg in Salzburg. Von 1949 bis 1961 war er Landeshauptmann von Salzburg und machte sich dort als moderner und reformorientierter Politiker einen Namen. Anschließend übernahm er das Amt des Finanzministers, bevor er 1964 Bundeskanzler der Republik Österreich wurde.

Als Bundeskanzler regierte Klaus zunächst in einer Koalition von ÖVP und SPÖ. Nach dem Wahlsieg der Volkspartei im Jahr 1966 bildete er die erste Alleinregierung der ÖVP in der Zweiten Republik. Seine Kanzlerschaft war von dem Bestreben geprägt, Österreich zu modernisieren und die oft als schwerfällig empfundene Nachkriegspolitik zu reformieren. Klaus setzte auf eine „Politik der Sachlichkeit“ und wollte den Einfluss des traditionellen Proporzsystems zurückdrängen.

Zu den wichtigsten Leistungen seiner Regierungszeit zählen Reformen im Steuer- und Sozialwesen, die Modernisierung des Rundfunks durch das neue ORF-Gesetz sowie erste Schritte zur Annäherung Österreichs an die damalige Europäische Wirtschaftsgemeinschaft (EWG). Darüber hinaus gelang es seiner Regierung, den Staatshaushalt zu stabilisieren und wichtige wirtschaftspolitische Weichenstellungen vorzunehmen.

Bei der Nationalratswahl 1970 verlor die ÖVP ihre Mehrheit an die SPÖ unter Bruno Kreisky. Josef Klaus trat daraufhin als Bundeskanzler zurück und zog sich weitgehend aus der aktiven Politik zurück. Dennoch gilt er bis heute als einer der großen Reformkanzler Österreichs. Historiker sehen in seiner Regierungszeit einen wichtigen Übergang vom Nachkriegsösterreich zu einem modernen Staat. Josef Klaus verstarb am 25. Juli 2001 in Wien im Alter von 90 Jahren.

Dr. Josef Klaus, parlament.gv.at
Dr. Josef Klaus, wikipedia.org




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2026-04-29
(c) shutterstock Eines DER nahegelegenen Ausflugsziele Friauls ist Udine, das mediterranes Flair mit Kultur, Geschichte und Genuss verbindet. Die Stadt besticht durch ihre lebendige Altstadt, elegante Plätze wie die Piazza Libertà und zahlreiche historische Gebäude. Besonders hervorzuheben ist der Schlossberg mit Museen und weitem Blick bis zu den Alpen. Udine bietet zudem kulinarische Erlebnisse, Shopping und ein reges Stadtleben. Historisch spielte Wasser durch Kanäle eine wichtige Rolle für Wirtschaft und Entwicklung. Kunstliebhaber finden Werke bedeutender Künstler wie Tiepolo. Insgesamt ist Udine ein Ort, der Tradition und Moderne vereint und sich ideal für einen abwechslungsreichen Kurztrip eignet.

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Die unterschätzte heimliche Hauptstadt Friauls
Dossier, Kleine Zeitung vom 29.04.2026


Lokaltipps:

Antica Maddalena
Adresse: Via Pelliccerie, 4, 33100 Udine UD
Telefon: 0432 500544

Alla Ghiacciaia
Adresse: Via Antonio Zanon, 13, 33100 Udine UD
Telefon: 0432 502471

Am Weg nach Grado: Al Granaio
Adresse: Via Tiel, 24, 33050 Fiumicello Villa Vicentina UD
Telefon: 0339 725 8894




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2026-04-12
basilicadiaquileia.itDas Konzert des interreligiösen Chors „Polyverse“ mit der Aufführung von „Polyverse Echoes“ bildet den feierlichen Abschluss einer künstlerischen Residenz in Aquileia (1.–3. Mai). An diesem Projekt nehmen Chorsängerinnen und Chorsänger aus ganz Europa teil. Begleitet wird die Residenz von einem Vormittag des Austauschs und Dialogs zwischen Vertreterinnen und Vertretern vier verschiedener Glaubensgemeinschaften: Katholiken, Protestanten, Muslime und Juden kommen im Zeichen der Musik zusammen. Der öffentlich zugängliche Höhepunkt findet am Sonntag, dem 3. Mai, am Vormittag statt: Zunächst treffen sich die Teilnehmenden zu einem interreligiösen Austausch im Ratssaal des Rathauses von Aquileia. Anschließend geht es in die nahegelegene Patriarchalbasilika, wo das Konzert sowie die Weltpremiere von „Polyverse Echoes“ stattfinden.

Anmeldungen für Einzelpersonen/Paare:
https://forms.gle/UKGNSsKy6eV95SWY9

Reservierungen für Gruppen:
https://forms.gle/xtzYVaMh79ioNFRM6

Organisiert von: Im Rahmen des Programms „Kreatives Europa“ der Europäischen Union, gemeinsam mit der Patriarchalbasilika von Aquileia, der Jüdischen Gemeinde Athen, der Evangelischen Abtei Lehnin (Deutschland), der Großen Moschee von Rom sowie Future for Religious Heritage und der europäischen Projektagentur Argo.


Entdecke den Südalpenraum #bobmagazine




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2026-03-26

Hier kommt BOBmagazine!

Das BOBmagazine ist eine moderne, digitale Bühne, die den gesamten Südalpenraum zwischen Felbertauern und Grado in seiner beeindruckenden Vielfalt sichtbar und erlebbar macht. Auf rund 100 Seiten bündelt es die Faszination der Alpe-Adria-Region und bietet einen inspirierenden Überblick über besondere Plätze, Veranstaltungen und einzigartige Orte, die diese grenzüberschreitende Landschaft prägen.

Im Mittelpunkt steht ein sorgfältig kuratiertes „Best of“ aus Kultur, Sport, Kulinarik, Events und lebendiger Tradition. Von eindrucksvollen Naturräumen über regionale Spezialitäten bis hin zu kulturellen Höhepunkten und sportlichen Erlebnissen – das BOBmagazine lädt dazu ein, Bekanntes neu zu entdecken und Unbekanntes kennenzulernen. Es zeigt die Region aus unterschiedlichen Perspektiven und macht ihre Besonderheiten für Einheimische und für Gäste gleichermaßen zugänglich.



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Das BOBmagazine versteht sich als dynamisches, ständig aktualisiertes Angebot, das Orientierung und Inspiration zugleich bietet. Nutzerinnen und Nutzer erhalten laufend neue Tipps, Empfehlungen und Hinweise auf aktuelle Veranstaltungen und Entwicklungen in der Region.


Darüber hinaus leistet das BOBmagazine einen wichtigen Beitrag zur grenzüberschreitenden Zusammenarbeit. Es verbindet Regionen, Menschen und Angebote über Ländergrenzen hinweg und trägt aktiv zur gemeinsamen Aufwertung des gesamten Südalpenraums bei – als lebendiger Raum für Begegnung, Austausch und nachhaltige Entwicklung.



BOBmagazine ist gratis, aber nicht umsonst

Wenn wir es gemeinsam in unseren Arbeits- und Freizeitalltag integrieren und unsere Freunde sowie Geschäftspartner darauf aufmerksam machen, können wir als Community etwas schaffen, das uns allen zugutekommt – eine nachhaltige Aufwertung unserer wunderbaren Region.

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Il BOBmagazine è un palcoscenico digitale moderno che rende visibile e tangibile l’intero spazio delle Alpi meridionali tra il Felbertauern e Grado nella sua straordinaria varietà. In circa 100 pagine raccoglie il fascino della regione Alpe-Adria e offre una panoramica stimolante di luoghi speciali, eventi e destinazioni uniche che caratterizzano questo territorio transfrontaliero.

Al centro vi è una selezione accuratamente curata del “best of” tra cultura, sport, gastronomia, eventi e tradizioni vive. Dai paesaggi naturali suggestivi alle specialità regionali, fino ai momenti culturali più significativi e alle esperienze sportive – il BOBmagazine invita a riscoprire ciò che è noto e a conoscere ciò che è ancora sconosciuto. Mostra la regione da diverse prospettive e ne rende le peculiarità accessibili sia agli abitanti sia agli ospiti.


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Il BOBmagazine si presenta come un’offerta dinamica, costantemente aggiornata, che offre al tempo stesso orientamento e ispirazione. Le utenti e gli utenti ricevono continuamente nuovi suggerimenti, raccomandazioni e indicazioni su eventi attuali e sviluppi nella regione.

Inoltre, il BOBmagazine fornisce un contributo importante alla collaborazione transfrontaliera. Collega regioni, persone e offerte oltre i confini nazionali e contribuisce attivamente alla valorizzazione condivisa dell’intero spazio delle Alpi meridionali – come ambiente vivo di incontro, scambio e sviluppo sostenibile.



BOBmagazine è gratuito, ma non è privo di valore.

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2026-02-27
(c) eugenio silvestri, laura marzadori
Konzert 2025 - Fabio Ceccarelli
Konzert 2026 - Laura Marzadori & Eugenio Silvestri


Superstars der klassischen Musik begeisterten gemeinsam mit Schülerinnen aus dem Gailtal und Lesachtal

Zwei Weltstars der klassischen Musik waren bei uns zu Gast und begeisterten das Publikum vom ersten bis zum letzten Ton. Das Konzert von Laura Marzadori (Geige) und Eugenio Silvestri (Bratsche), war ohne Zweifel DER Höhepunkt des diesjährigen Kultursommers im Gailtal und Lesachtal.

(c) ingo ortner

Fernab aller Starallüren bereiteten sich die Beiden gemeinsam mit den Schülerinnen der Musikschule Lesachtal–Kötschach-Mauthen in der Sakristei auf ihren Auftritt vor – ein ebenso herzlicher wie berührender Moment der Begegnung. Im bis auf den letzten Platz gefüllten Gailtaler Dom hießen Matteo de Cecco vom Kulturverein Paluzza, Massimo de Franceschi und Ingo Ortner die zahlreichen Besucherinnen und Besucher im Namen aller Helferinnen und Helfer willkommen und eröffneten einen Konzertabend, der dem Gedanken grenzüberschreitender Musik auf eindrucksvolle Weise gerecht wurde.

Was wir zu hören bekamen, waren wahrhaft “Himmlische Klänge”. Mit einem fein abgestimmten Programm begeisterten die Beiden das Publikum. Als Auftakt das Duett KV 424 von Wolfgang Amadeus Mozart. Silvestri legte mit seiner unaufdringlichen, warmen Bratsche einen sensiblen Klangteppich, auf dem sich die Violinstimme von Laura Marzadori frei entfalten konnte. Mit beeindruckender Präzision, technischer Brillanz und zugleich bemerkenswerter Leichtigkeit verzauberte Marzadori das Publikum. Virtuose Höhepunkte setzten Johann Halvorsens „Sarabande und Variationen“ sowie die mitreißende „Passacaglia“ nach Themen von Georg Friedrich Händel. Dazwischen berührten die lyrischen Intermezzi aus Pietro Mascagnis „Cavalleria Rusticana“ und Giacomo Puccinis „Manon Lescaut“ in eindrucksvollen Bearbeitungen für Violine beziehungsweise Violine und Viola. Das Publikum dankte den Künstlern mit begeistertem Applaus für einen Konzertabend von außergewöhnlicher musikalischer Intensität.



Streichorchester der Musikschulen Hermagor, Kötschach-Mauthen und Lesachtal

Die Jungmusiker der Musikschule Lesachtal–Kötschach-Mauthen setzten in der Konzertpause einen ebenso glanzvollen Akzent. Mit „Minuet and Bourrée“ von Henry Purcell sowie „Wildfire“ von Kathryn Griesinger überzeugten sie mit großem Können. Direktor Gerald Kubin zeigte sich von dieser besonderen Auftrittsmöglichkeit sichtlich bewegt.


Schwesterkonzert in Paluzza
Am folgenden Tag wurde das Konzert im frisch renovierten Dom Santa Maria in der Partnergemeinde Paluzza wiederholt. Auch dort begeisterten die Stars aus Mailand das Publikum und setzten ein eindrucksvolles Zeichen für die grenzüberschreitende kulturelle Zusammenarbeit.

25 Jahre Kiwanis Club Gailtal
Das Konzert wurde mit Unterstützung von Kiwanis organisiert und zählt zu den Höhepunkten des Jubiläumsjahres. Der Reinerlös der Veranstaltung kommt Kinder- und Jugendprojekten in der Region zugute und verbindet musikalischen Genuss mit gelebter Solidarität. www.kiwanis-gailtal.at/musikohnegrenzen



Die Künstler

Laura Marzadori (37) ist seit 2014 die 1. Geigerin am Teatro alla Scala in Mailand. Als eine der jüngsten Konzertmeisterinnen in der Geschichte des Hauses prägt sie den Klang des Orchesters mit technischer Brillanz und Ausdruckskraft. Zubin Mehta (ehem. Musikdirektor des New York Philharmonic Orchestra, der Mailänder Scala und der Wiener Staatsoper) sagt über sie: “es hat mich umgehauen – welch Temperament, welch schöner und romantischer Klang, welch technische Präzision!”. Ihr Partner Eugenio Silvestri ist ebenfalls ein begnadeter Musiker an der Mailänder Scala.



Programma di sala

W.A. Mozart - duetto n.2 per violino e viola KV 424 in Sib Magg.
- Adagio- Allegro
- Andante cantabile
- Tema con variazioni

J. Halvorsen - Sarabanda e variazioni per violino e viola sul tema in Re min. di G.F. Händel

Intervallo (a Kötschach - Streichorchester der Musikschulen Hermagor, Kötschach und Lesachtal)

P. Mascagni - trascrizione per violino solo dell'intermezzo di "Cavalleria Rusticana"

G. Puccini - trascrizione per violino e viola dell'intermezzo al terzo atto di "Manon Lescaut"

J. Halvorsen - Passacaglia e variazioni per violino e viola sul tema in Sol min. di G.F. Händel






Streichorchester der Musikschulen

Hermagor, Kötschach und Lesachtal

Leitung: 
Martina Lexer-Schwager, Maria Bernadette Salcher

Besetzung

Violine:
Nora Schwager, Juliana Guggenberger, Nora Salcher, Emma Neuwirth,
Victoria Kronabetter, Christine Luser, Antonia Ebner, Ingrid Perchinig, Katharina Freiberger, Chiara Gratzer

Viola:
Margot Lackner, Annalena Kanzian, Lorena Gailer, Daniela Herzog

Violoncello:
Mira Mörtl

Kontrabass:
Barbara Waldner, Norbert Kampitsch



Musik ohne Grenzen | Musica senza Confini

Eine Veranstaltung des Circolo Culturale di Paluzza und Confinium unter der Schirmherrschaft der Gemeinden Paluzza und Kötschach-Mauthen.

Un evento presentato dal Circolo Culturale di Paluzza e Confinium sotto il patrocinio dei comuni di Paluzza e Kötschach-Mauthen.




Massimo de Franceschi

An dieser Stelle ein herzliches DANKESCHÖN an Massimo de Franceschi, der selbst jahrelang Konzertmeister und 1. Geige des RAI Orchesters war. Seit vielen, vielen Jahren verbindet Massimo und Monika Klaus eine Freundschaft "senza confini".



Maestro Massimo de Franceschi





Rückblick "Musik ohne Grenzen 2026"

Laura Marzadori & Eugenio Silvestri
Das ganze Konzert vom 8. Juli 2026 gibt es auf Youtube zum Nachhören.



Rückblick "Musik ohne Grenzen 2025"

Fabio Ceccarelli
Das ganze Konzert vom 7. August 2025 gibt es auf Youtube zum Nachhören.




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2026-02-06

Robby Peters - Die seltene Ansichtskarte erschien damals bei J & R. Bertschinger in Klagenfurt.

Vom Plöcken zum Kuss der Kreuze nach Zuglio

Die Elisabethkirche am Plöcken war ursprünglich eine Filialkirche von San Pietro in Zuglio und wurde sehr wahrscheinlich von Italien aus errichtet. Die Geschichte der Kirche ist nur spärlich dokumentiert. Wahrscheinlich geht sie auf den Eremiten Volchemaro zurück, der sich 1257 am Kreuzberg niederließ. 1327 wird die Kirche erstmals urkundlich erwähnt, später eindeutig der Diözese von San Pietro in Zuglio zugeordnet. Ab dem 17. Jahrhundert gehörte sie zur Pfarre Mauthen.

Im Rahmen der Wallfahrt „Kuss der Kreuze“ („Bacio delle Croci“) war auch die Elisabethkirche verpflichtet, alljährlich eine Gruppe von Wallfahrern nach Zuglio zu schicken. Weil sie am weitesten von der Mutterkirche entfernt lag, wurden ihre Wallfahrer immer als erste aufgerufen. Mitte des 19. Jahrhunderts geriet die Wallfahrt in Vergessenheit bzw. wurde sogar auf Geheiß des Kaisers verboten.


25-Jahr-Jubliäum

Im Jahr 2000 nahmen einige Mauthner, geleitet vom Bäckerehepaar Fritz und Monika Klaus, testweise an der Wallfahrt Mauthen–Zuglio erneut teil. Die offizielle Teilnahme erfolgte im Jahr 2001. Kreuzträger war damals Markus Lagger.



Funktion der Elisabethkirche

Der Plöckenpass, auch Kreuzbergpass genannt, war seit jeher ein gefährlicher Übergang, den mehrere Kreuze symbolisch schützten und den Wanderern Gottes Beistand zusprachen. Die Kirche war Wallfahrtsziel, vermutlich mit Hospizfunktion, und der hl. Elisabeth von Thüringen geweiht. Im 18. Jahrhundert war sie bereits baufällig, verfiel zunehmend und wurde 1915 von österreichischen Soldaten zerstört. Erhalten blieb ihre Erinnerung in der Wallfahrt „Bacio delle Croci“.

Wallfahrt 2026 “Bacio delle Croci”
Christi Himmelfahrt, Sonntag, 17. Mai 2026




Dal Passo Monte Croce Carnico al “Bacio delle Croci", Zuglio

La chiesa di Sant’Elisabetta al Passo Monte Croce Carnico era una chiesa filiale di San Pietro e fu con ogni probabilità edificata dall’Italia. La storia della chiesa è documentata solo in modo frammentario. È verosimile che le sue origini risalgano all’eremita Volchemaro, che nel 1257 si stabilì sul Monte della Croce. Nel 1327 la chiesa viene menzionata per la prima volta in un documento ufficiale e in seguito attribuita con certezza alla diocesi di San Pietro di Zuglio. A partire dal XVII secolo appartenne alla parrocchia di Mauthen.

Nell’ambito del pellegrinaggio “Bacio delle Croci”, anche la chiesa di Sant’Elisabetta era tenuta a inviare ogni anno un gruppo di pellegrini a Zuglio. Poiché si trovava alla maggiore distanza dalla chiesa madre, i suoi pellegrini venivano sempre chiamati per primi. Verso la metà del XIX secolo il pellegrinaggio cadde in oblio o fu addirittura proibito per ordine dell’imperatore.


25° anniversario

Nel 2000 alcuni abitanti di Mauthen, guidati dai coniugi panettieri Fritz e Monika Klaus, parteciparono nuovamente in via sperimentale al pellegrinaggio Mauthen–Zuglio. La partecipazione ufficiale ebbe luogo nel 2001; portatore della croce fu allora Markus Lagger.



Funzione della chiesa di Sant’Elisabetta

Passo Monte Croce Carnico è da sempre un valico pericoloso, simbolicamente protetto da numerose croci che invocavano l’assistenza divina per i viandanti. La chiesa era una meta di pellegrinaggio, presumibilmente con funzione di ospizio, ed era dedicata a santa Elisabetta di Turingia. Già nel XVIII secolo l’edificio era in cattive condizioni, andò progressivamente in rovina e nel 1915 fu distrutto da soldati austriaci. Il suo ricordo è rimasto vivo nel pellegrinaggio del “Bacio delle Croci”.

Pellegrinaggio 2026 “Bacio delle Croci”
Ascensione del Signore, domenica 14 maggio 2026




Ergänzung:
Zusammenfassung des Lehrers Franz Carl Keller 1881. Erwähnung der Elisabethkirche.






Dr. Evi Gressel, 03.12.2019

Elisabethkirche



Die Wallfahrer der Elisabethkirche sind die ersten, die in San Pietro von Zuglio zum Bacio delle Croci/dem Kuß der Kreuze aufgerufen werden. Das hat seinen Grund: Die Elisabethkirche, die, wie anzunehmen ist, ursprünglich eine Filialkirche von San Pietro in Zuglio war, war die am entferntesten gelegene Kirche zur Mutterkirche. In geographischer Reihenfolge werden dann die anderen Kreuze aufgerufen.

Symbolisch führt das Kreuz über den Plöckenpaß, der doch auch im Italienischen Passo Monte Croce/Kreuzbergpaß genannt wird. Wahrscheinlich säumten mehrere Kreuze diesen seinerzeit gefürchteten Übergang. Sie sollten wohl vor Feinden und jeglichem Unbill der Natur schützen. Sie sollten aber auch den Wanderer mahnen, dass er nur mit dem Segen Gottes dieses schwierige Gelände überwinden kann.

Über den Ursprung der Elisabethkirche gibt es nur spärliche Dokumente. Bekannt ist man in den Archiven, so finden wir die ersten Zeugnisse auf italienischer Seite. Giovanni Gortani berichtet in seinen Memorie di Paluzza, dass sich im Jahre 1257 ein gewisser Volchemaro, deutscher Herkunft, in Paluzza, heutige Plöcken, als Eremit zurückgezogen hat. „desideroso di chiudere – in loco solitudinis dies sibi huic vite concessos in Die laude et servitio in monte Crucis“ … das Verlangen, mich an einen Ort der Einsamkeit zurückzuziehen, um die Tage dieses mir gegönnten Lebens im Lob und Dienste Gottes am Kreuzberg zu verbringen.“

Um sich diesen Wunsch zu erfüllen, musste er dem Kloster von Moggio (liegt am Beginn des Kanaltales) ein starkes Reisepferd und 12 Veroneser Mark überlassen. Es besteht nun die Möglichkeit, dass sich Volchemaro eben an der Stelle, wo sich die Elisabethkirche befand, seine Klause eingerichtet hatte und dass dort die erste geweihte Stätte entstand. Im Vermächtnis des Probstes der Diözese San Pietro wird die Elisabethkirche im Jahr 1327 das 1. Mal erwähnt.

1335 wird sie im Zusammenhang mit den Pfarren San Daniele von Casteons, Santa Gertrude von Timau und San Nicolò von Lauzana aufgelistet. Der Probst Manno de Capponi hinterlässt diesen Pfarren ein Legat. Das ist wiederum ein Indiz, dass das Elisabeth-Kirchlein von Plöcken zur Diözese San Pietro in Zuglio gehört.

San Pietro in Zuglio ist die älteste Kirche in der Region Carnia und eines der bedeutendsten Zentren der Christianisierung im Mittelalter. San Pietro in Zuglio war bis 744 n. Chr. Bischofssitz von Iulium Carnicum. Die Diözese hat aber auch danach nicht an Bedeutung verloren, und sämtliche erste Hinweise zur Elisabethkirche und zum Plöckenpass sind in deren Archiven und Chroniken zu finden. Das bedeutet aber auch, dass das Plöckengebiet ursprünglich von Italien – seien es Italiener, Friulaner oder auch Deutsche – aus besiedelt und bewirtschaftet wurde. Die Belehnungen im Val di Stali/Tal der Heustadl, des heutigen Plöckengebiets, sind schwierig auszumachen, da es immer wieder zu einem Herrschaftswechsel zwischen den Patriarchen von Aquileia und den Grafen von Görz kam.

Diese Tatsache scheint auch der Grund zu sein, warum man bei den Nachforschungen auf kärntnerischer oder italienischer Seite über die Besitzverhältnisse im Plöckengebiet und in weiterer Folge über die Grundsteinlegung, Ausgestaltung und Verwaltung der Elisabethkirche zu unterschiedlichen Aussagen stößt.

Die Grenzen jener jahrhundertwährenden Nachbarschaft sollen aber über allen Streit hinaus als Schutz und Kraftquelle das auch heute gültige Bild einer guten Nachbarschaft darstellen.

Fakt ist, dass die Linie Venedig–Udine–Plöckenpass–Mauthen eine hervorragende Verkehrs- und Handelsverbindung war. Wir wissen, dass es neben der Kirche auch andere Gebäude gab.

Zum Beispiel steht 1423 in einem italienischen Dokument, dass ein gewisser Ianzil, Sohn von Pietro aus „Stali ulterius Montem Crucis“, einem gewissen Fresach in Tolmezzo Geld für eine Weinlieferung verspricht. Daraus schließen wir, dass dort die Wanderer und Kaufleute in ein Gasthaus eingekehrt sind.

Der Tischlwanger Pfarrer Don Tita Bulfon ist in seinem Memorandum der Meinung – wobei er sich auch auf die Aussagen von Ing. Benigno Morassi di Cercivento stützt –, dass die Hirten, die auf der Plöcken bzw. im Val di Stali und auf den anderen Almen, wie sie ja immer urkundlich erwähnt werden – Pal, Centomila oder Promos –, ihre Tiere weideten, aus der Klause des Eremiten eine kleine Kirche errichteten.

Der Glaube, die Hingabe zu Gott, aber auch die Abhängigkeit von ihm, war stets präsent zu jener Zeit. Don Tita schreibt: „Ist es daher nicht naheliegend, eine Gottesstätte zu errichten und manchmal eine Messe zu lesen? Darum?“ Für ihn ist es auch schlüssig, dass die Hirten unmittelbar nach dem Almauftrieb am 2. Juli, dem Tag der Heimsuchung, der Hl. Elisabeth gedachten und ihr diese Kirche weihten.

Die Wahl der Hl. Elisabeth als Schutzpatronin scheint aber auch aus einem anderen Gesichtspunkt nachvollziehbar: Dabei handelt es sich jedoch nicht um Elisabeth, die Mutter Johannes des Täufers, sondern um die Hl. Elisabeth von Thüringen, die Mildtätige. Dies ist ein starker Hinweis auf ein Hospiz unmittelbar nach der Passhöhe – dort wurde allen in Notgeratenen Herberge und Verpflegung gewährt.

Eine Abbildung eines aus dieser Kirche stammenden Holzreliefs zeigt eine Brot verteilende Hl. Elisabeth.

Stützen wir uns auf ein Kärntner Memorandum (Verfasser noch unbekannt), so besagt dieses wie folgt: „In kirchlicher Hinsicht gehörte das Gebiet des Burgfrieds Mauthen ursprünglich zur Pfarre St. Daniel.“ Die „Mauthner Pfarre“ wurde in einer Urkunde vom 27.5.1522 zum ersten Mal genannt. Und weiter steht: „Von welchen Gründen an, ab dem die Mutterkirche St. Elisabeth von Plöcken, wie sie genannt anerkanntermaßen das eine Anfon war, zu jener Pfarre St. Daniel zählt und in Zeit der letzten Pestilenz im 17. Jahrhundert als Zufluchtsort vor dem Quarg für die Pfarre Mauthen derselben die Verlegung in das 1/4 von Mauthen im Jahre 1644 die Kirchenrechnung in Pfarre Mauthen gefertigt. Von 1677 an finden sich die Kirchenrechnungen von St. Elisabeth vereinigt mit der Mutterpfarre Mauthen.“

Die Verfasserin dieser Ausführungen ist der Meinung, dass die Elisabethkirche frühestens ab der Gründung der Mauthner Pfarre dieser eben angehörte. Wann der Wechsel von der Diözese San Pietro in Zuglio an die Pfarre Mauthen erfolgte, lässt sich nicht genau nachvollziehen. Bis jetzt wurden Aufzeichnungen über eine Zugehörigkeit erst ab dem 17. Jh. gefunden.

Wie schon erwähnt, gibt es widersprüchliche Dokumente zu den Belehnungen und Besitzaufteilungen der Almen auf der Plöcken. Fest steht, dass das Gebiet ursprünglich zum Patriarchat von Aquileia gehörte und einzelne Gemeinden oder Privatpersonen damit belehnt wurden. Es existiert auch eine Urkunde, in der Kaiser Friedrich III. einen gewissen Hanssen mit dem Haus zu Plöcken belehnt. In den italienischen Archiven werden die Käsereien vom Pal Grande, der Käserei Plöcken/Plöckenalm, die unterschiedliche Namen zwischen Retro und Ante Pletch tragen, und der Käserei Tschintemunt – letztere gehört zur Gemeinde Paluzza – erwähnt. Für die Bewirtschaftung wurde eben eine vorgeschriebene Menge Käse an das Patriarchat abgegeben.

Ein Urbar der Görzer Besitzungen, das zwischen 1374 und 1385 verfasst wurde, führt neben den Görzer Besitzern überdies Almen an der Maut, in der Musa ob Kötschach, die vordere und kleine Pletiche, Zentamon (Tschintemunt) und Pal an.

Es sei noch erwähnt, dass die Elisabethkirche auch ein wichtiges, sogar verpflichtendes Wallfahrtsziel der Gläubigen der Pfarre Paluzza war. Von jedem Haus sollte mindestens eine Person teilnehmen. Widersetzte sich jemand diesem „Pfarrgebot“ – wie im Fall von Antonio Zotti im Jahre 1694 –, so musste eine Geldstrafe bezahlt werden (Chronik von Paluzza).

Um 1620 kam die Plöckneralpe gemeinsam mit dem Wirtschaftshaus in das Eigentum des Tiroler Geschlechts Söll von Aichberg und Theissegg. Im Kärntner Memorandum findet sich ein Hinweis, dass Johann Freiherr von Söll die Plöckenalm samt dem Wirtshaus am 12. April 1776 der verwitweten Anna Maria Klauss verkaufte. Die Klauss’schen Erben mussten sich unter anderem verpflichten, für die von Anton Christian Söll (gestorben 1739) gestiftete jährliche Hl.-Elisabeth-Messe auf der Plöcken zu lesen und für dieselbe Messe der Pfarre Mauthen 1 Gulden, dem Mesner 17 Kreuzer zu bezahlen. Dies bestätigt auch ein Kärntner Memorandum. Für diese Bedeutung und Präsenz ist der Hl. Elisabeth am 2. Juli gedacht worden. 1645 wurde die Elisabethkirche von Guillermo Giordano, dem Erzdiakon von Aquileia, geschlossen und dem Kirchenamt der Pfarre Mauthen, derselben Kirche sowie dem Pfarrer übertragen. Im Jahre 1685 musste ausdrücklich erwähnt werden, dass möglichst lange der Klerus von Mauthen oben am Plöcken die Messen zu verrichten habe. Dies geht aus den Akten hervor: „Christori Klaus de Mauthen, Sohn d. Anton, aus der Claus von der Plöcken“. Die Familie Klauss war zunächst Pächter der Alpe Plöcken.

Aus dem Bericht der Pastoralvisitation des Görzer Erzbischofs Karl Michael Attems in Kärnten von 1751–1762 können wir uns auch über das Aussehen der Elisabethkirche ein Bild machen. Leider beklagt er in seinem Bericht bereits damals den baufälligen Zustand des Gotteshauses und beschreibt die Kirche als eine einfache gotische Kapelle ohne Turm, im Inneren gewölbt. … „An der Westseite gelangt man durch eine Vorlaube und eine gotische Tür ins Innere … Das Kirchlein bietet architektonisch gar nichts Beachtenswertes, aber an der Außenwand derselben (an der Nordseite) zeigen sich Spuren einer beachtenswerten Malerei, die, so scheint es, von einem italienischen Maler herrührt. Man gewahrt Reste einer großen weiblichen Gestalt. Der Kopf ist verschwunden, zwei übrig gebliebene Gestalten mit Dopern … Links daneben ist ein Christophorus in Renaissanceausmalung erhalten. Man erblickt auch links unter dem Christophorus in kleinerer Figur den Einsiedler.“

Es konnte kein Hinweis auf den bereits erwähnten Einsiedler Volchemaro sein.

Der Görzer Erzbischof findet keinen Turm mehr vor. Die Mauthner Chronik berichtet aber im Jahre 1842 mit den ersten Aufzeichnungen und beginnt mit dem Bericht von einer Glockenübergabe, zwei an der Zahl, an die Kirche von Mauthen. Demzufolge müsste es doch irgendwann einen Turm gegeben haben.

Aus all diesen geschilderten Anhaltspunkten sei kurz zusammengefasst:
  • Die erste christliche Zelle wurde wahrscheinlich von einem Eremiten von Italien aus gegründet. Das gesamte Plöckengebiet gehörte damals zum Patriarchat von Aquileia.
  • In weiterer Folge könnte sie von den belehnten Bauern und Hirten als Kirche ausgebaut worden sein und gehörte wohl zur Diözese San Pietro in Zuglio.
  • Ab dem 17. Jahrhundert gehörte sie nachweislich zur Pfarre Mauthen.
  • Ab Beginn des 17. Jahrhunderts stand sie im Besitz des Tiroler Geschlechts Söll von Aichberg und Theissegg.
  • Mitte des 18. Jahrhunderts war das Gotteshaus bereits in einem sehr schlechten baulichen Zustand.
  • Zu diesem Zeitpunkt wurde der Plöckenbesitz, auf dem sich der zur Mauthner Pfarre gehörige Elisabethkirchenbesitz befand, von der Familie Söll an die Witwe Klauss weiterverkauft.
  • Die Kirche wurde leider immer mehr dem Verfall preisgegeben. Einige Quellen geben an, dass unter Joseph II. das Zelebrieren von Messen aufgehoben wurde. Bis 1860 aber, so berichten italienische Quellen, kam jährlich die oben erwähnte Prozession aus Paluzza am 2. Juli, dem Fest der Heimsuchung, mit ihrem Seelsorger nach Plöcken, und sie haben oben im Val di Stali – wie 500 Jahre zuvor – die heilige Messe gelesen.
  • Im Zuge der Frontkämpfe zwischen Österreich und Italien wurden die noch verbliebenen Kirchenreste 1915 von österreichischen Pionieren gänzlich gesprengt.


Nicht zerstört ist die Erinnerung an sie: Mit der Wallfahrt „Bacio delle Croci“ als stummer Zeuge der Verbindung zwischen Mauthen – Plöcken und der Carnia wird die bewegte Vergangenheit des Elisabethkirchleins immer wieder wachgeküsst.




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2026-01-17
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Galleria d'Arte Moderna 'Enrico De Cillia' - Treppo Ligosullo

Die Galleria d’Arte Moderna Enrico De Cillia, entstanden 1975 aus den Schenkungen des Künstlers an seinen Heimatort, umfasst heute über 150 Werke bedeutender europäischer Künstler. Ein Viertel der Sammlung zeigt De Cillias eigene Arbeiten, besonders seine späten Karstlandschaften. Ergänzt durch Bibliothek, Wechselausstellungen und Bildungsprogramme ist die Galerie ein lebendiges Zentrum moderner Kunst. Mehr Infos in Italienisch



Prato d'Arte 'Marzona' - Verzegnis

credits: carnia musei
In Villa di Verzegnis entstand dank des Sammlers Egidio Marzona ein einzigartiger Park zeitgenössischer Kunst. Internationale Künstler schufen hier großformatige Outdoor-Skulpturen, etwa Merz, Lewitt, Nauman oder Long. Die Werke, zwischen Arte Povera, Land Art und Minimalismus, verschmelzen mit der Landschaft und machen den Ort zu einer lebendigen Bühne für Kunst und Events. Mehr Infos in Italienisch



Pinacoteca 'Marco Davanzo' - Ampezzo

credits: carnia musei
Marco Davanzo ist eine zentrale Figur der carnischen Kunstgeschichte. Zwischen 19. und 20. Jahrhundert fand er Motive im Gebirge und im Alltagsleben. Selbst das Exil nach dem Ersten Weltkrieg prägte seine Farben. Sein Nachlass mit über 1800 Werken bewahrt Kunst und Kultur Carnias. Die Sammlung zeigt seine Entwicklung bis zu den berühmten „Nevi di Davanzo“. Mehr Infos in Italienisch



Pinacoteca 'Cornelia Corbellini' - Tolmezzo

credits: carnia musei
Im Palazzo Frisacco zeigt die Pinacoteca Cornelia Corbellini rund 30 Werke der Künstlerin (1919–2014), die ihr Leben der Malerei widmete. Von frühen Ölspachtelbildern über Studien an der Accademia in Venedig bis zu leuchtenden carnischen Landschaften dominiert stets die Farbe. In späten Arbeiten lösen sich Formen zugunsten von Erinnerung und Gefühl auf. Mehr Infos in Italienisch



La Mozartina - Paularo

credits: carnia musei
Die barocke Casa Scala zeigt eine besondere Sammlung von Tasteninstrumenten und erzählt die Geschichte von Orgel, Cembalo und Klavier. Die Stücke sind wie im einstigen Musikerhaushalt arrangiert, umgeben von Möbeln, Bildern und Alltagsobjekten. Neben einzigartigen Instrumenten wie der Testa-Orgel (1650) finden sich Manuskripte und seltene Bücher – viele Instrumente sind noch spielbar. Mehr Infos in Italienisch


Noch mehr Infos unter #carniamusei




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2026-01-06

Der Mensch als Teil des Dorfs und Teil der Landschaft zugleich.

Ein paar Urlaubstage in Mauthen können sich anfühlen wie eine kleine Studienreise zur Harmonie des Lebens. Es geht um das richtige Maß: zwischen Aktivität und Ruhe, Natur und Kultur, Bewegung und Innehalten.

Die Berge geben den Rahmen vor, die Landschaft öffnet den Blick – und der Mensch findet seinen Platz genau dazwischen. Was viele Gäste rasch spüren: Wer hier lebt, muss gut sein in dem, was er tut. Vieles im Alltag lässt sich nicht auslagern oder wegdelegieren, sondern muss selbst gelöst werden – mit Hausverstand, handwerklichem Können und gegenseitiger Unterstützung. Leben und Arbeiten am Land ist würziger, direkter und ehrlicher. Es fordert, aber es gibt auch viel zurück. In Mauthen hilft man einander. Man kennt sich, man steht füreinander ein – und man streitet auch. Themen werden offen diskutiert, Meinungen treffen aufeinander, und es gibt kein Ausweichen in bequeme Filterblasen oder anonyme Bubbles.

Das Leben spielt sich nicht nebeneinander, sondern miteinander ab. Gerade darin liegt eine besondere Qualität dieser Tage: Der Mensch ist Teil der Gemeinschaft und Teil der Landschaft zugleich. Er steht nicht über den Dingen, sondern mitten im Geschehen. Ein Aufenthalt in Mauthen wird so zu einer stillen Übung in Ausgewogenheit – bodenständig, menschlich und wohltuend. Ganz im richtigen Maß.

Wer darüber nachdenkt, hierher zu ziehen, um hier zu arbeiten und zu leben, sollte diese Entscheidung bewusst treffen. Nicht alles, was ein gutes Leben ausmacht, lässt sich mit Geld kaufen. Nähe, Vertrauen, Zugehörigkeit und Akzeptanz entstehen nicht automatisch – sie wachsen mit der Zeit.

Wer bereit ist, sich einzubringen, zuzuhören und Schritt für Schritt Teil des Dorflebens zu werden, dem eröffnen sich jedoch besondere Möglichkeiten. Ein Leben im Rhythmus von vier Jahreszeiten, geprägt von echten Begegnungen, wahren Geschichten und einem respektvollen Miteinander.

Hier gibt es Raum für persönliche Entfaltung, für Verantwortung und für das Mitgestalten eines gemeinsamen Alltags. Kein perfekter Ort – aber ein ehrlicher. Und für jene, die sich darauf einlassen, ein überraschend abwechslungsreicher.



HOMO LONCIUM

Bezeichnung für einen Menschentypus, der im ländlich-alpinen Raum verwurzelt ist und durch Selbstständigkeit, Gemeinschaftssinn und Erdung geprägt wird.

Merkmale des Homo LONCIUM:
  • lebt in enger Beziehung zu Landschaft, Jahreszeiten und Arbeit
  • löst Probleme selbst, bevor er sie delegiert
  • hilft anderen – und nimmt Hilfe an
  • scheut den Konflikt nicht, sondern trägt ihn aus
  • denkt nicht in Blasen, sondern im direkten Gegenüber
  • kennt Maß, Rhythmus und Grenzen und
  • ... tja, und trinkt auch gerne LONCIUM CraftBeer aus der hiesigen Brauerei


Herkunft des Begriffs:

LONCIUM verweist auf den historischen Raum des Oberen Gailtals in Kärnten, steht aber allgemein für das Leben abseits urbaner Bequemlichkeit.


Bedeutung:

Der HOMO LONCIUM ist kein nostalgisches Ideal, sondern ein zeitgemäßer Gegenentwurf zur Entfremdung: ein Mensch, der durch das Leben am Land geformt wird – würzig, direkt, gemeinschaftsfähig.




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2026-01-05

Das Stück basiert auf einer wahren Begebenheit und spielt im Jahr 1985 während einer Kletterexpedition in den peruanischen Anden. Die Kletterer Joe Simpson und Simon Yate verletzen sich bei einem Abstiegsunfall, der Joe in eine Schlucht stürzen lässt. Um einen Sturz mit seinem Partner zu vermeiden, muss Simon sein Kletterseil durchschneiden.

Die Geschichte spielt zwischen Vergangenheit und Gegenwart, zwischen Leidenschaft, Schuld, Freundschaft und Widerstandskraft, in einer Zeit und einem Raum, die ständig ineinander übergehen und das Publikum vor die ständige Frage stellen: „Was hätten wir an Simons Stelle getan?“

Teatro Comunale di Cormons
11. April 2026, 21:00 Uhr

a.ArtistiAssociati Soc. Coop.
via Carducci, 71
34170 GORIZIA (GO)




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2025-07-08
In Zusammenarbeit und unter der Schirmherrschaft der Gemeinden Paluzza und Kötschach-Mauthen präsentieren der Circolo Culturale Enfretors und das Bergsteigerdorf

Das ganze Konzert zum Nachhören gibt's auf YOUTUBE

am 7. August ab 18:30 Uhr im Gailtaler Dom, Kötschach-Mauthen,
am 8. August ab 20:45 Uhr im Cinema Tetro Daniel, Paluzza





Fabio Ceccarelli

Ein Musiker zwischen Bühne und Leinwand
Fabio Ceccarelli ist ein eleganter, außergewöhnlich vielseitiger Akkordeonist - ein musikalischer Allrounder mit einer tiefen Leidenschaft für das Theater.

In den 1990er Jahren begann er seine Karriere in Rom und arbeitete mit einigen der bedeutendsten Komponisten Italiens zusammen: Ennio Morricone, Armando Trovajoli, Riz Ortolani, Franco Piersanti, Luis Bacalov und Nicola Piovani. Für sie spielte er Soundtracks zu über 100 Film- und Fernsehproduktionen ein - unter der Regie namhafter Regisseure wie Gianni Amelio, Ermanno Olmi, Paolo und Vittorio Taviani, Giuseppe Tornatore, Roberto Benigni und Luigi Magni. Zu seinen bekanntesten Mitwirkungen zählen unter anderem: Amerika, Pinocchio, Das Leben ist schön, Der Oktopus, Linda und der Brigadier, Kommissar Montalbano.


Engagement für das Theater

Neben seiner Filmarbeit ist Fabio Ceccarelli tief mit der Welt des Theaters verbunden. Er komponierte und spielte Bühnenmusiken für zahlreiche große Schauspieler:innen, darunter Giulia Lazzarini, Leo Gullotta, Valeria Moriconi, Gigi Proietti, Piera Degli Esposti, Luca Zingaretti und Cesare Venturini - oft live auf der Bühne im direkten Dialog mit dem gesprochenen Wort.

"Wenn ich im Theater bin, fühle ich mich zu Hause - ganz gleich, welche Rolle ich übernehme." Er trat in bedeutenden Theatern auf, darunter das Teatro dell'Opera und das Auditorium Santa Cecilia in Rom, das Teatro Caio Melisso in Spoleto (Festival dei Due Mondi), das Teatro Comunale in Ferrara, das Teatro Verdi sowie Spielstätten in Terni.


Im Fernsehen & in der Unterhaltungsmusik

Auch im Fernsehen war Ceccarelli regelmäßig präsent - etwa in Sanremo, Novecento, Passo Doppio, Premio David di Donatello und Premio Barocco. Als Solist auf Akkordeon und Flöte stand er dabei unter der musikalischen Leitung von Maestro Pippo Caruso.

Zudem wirkte er an Studioaufnahmen mit italienischen Unterhaltungskünstlern wie Francesco De Gregori, Maria Sannia, Luca Barbarossa und Iva Zanicchi mit.


Ein Stilgrenzen überschreitendes Repertoire

Ausgehend von einer klassischen Ausbildung am Konservatorium entwickelte Ceccarelli ein beeindruckend vielfältiges Repertoire: Von Klassik über französisches Chanson, jiddische Musik, Tango und Filmmusik bis hin zu Jazz, Blues und Theatermusik.

Seine musikalischen Reisen sind geprägt von Feinsinn, Stilvielfalt und künstlerischer Tiefe - stets mit dem Anspruch, Grenzen zwischen Genres zu überwinden und Musik lebendig werden zu lassen.




PROGRAMM

  • J.S. Bach BWV 988: Aria
  • ROMEO UND JULIA aus dem Film von Franco Zeffirelli (1968).
  • DER PATE von Francis Ford Coppola (1972).
  • AMARCORD von Federico Fellini (1973).
  • SPIELE IM WESTEN aus dem Film von Sergio Leone (1968).
  • NUOVO CINEMA PARADISO (Liebesthema) aus dem Film von Giuseppe Tornatore (1988).
  • GABRIELS OBOE aus Mission (1986).
  • PLAYING LOVE aus dem Film "Die Legende von 1900" von Giuseppe Tornatore. Ein wunderbarer Film basierend auf nach dem Roman NOVECENTO von Alessandro Baricco.
  • IL POSTINO 1994 mit dem unvergesslichen Massimo Troisi in der Hauptrolle, Musik von Luis Bacalov.
  • LA VITA È BELLA mit dem Medley BUONGIORNO PRINCIPESSA von Nicola Piovani, basierend auf dem Film von Roberto Benigni von 1997.
  • Luciano Fancelli ACQUARELLI CUBANI
  • OBLIVION und LIBERTANGO





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2025-06-23
(c) christianiconography.info
Bischof Hermagoras und Diakon Fortunatus sind zwei Heilige, die um 304 (nach späterer Legende schon um 70) gemeinsam den Märtyrertod in Singidunum (Belgrad) erlitten und deren Reliquien um 400 nach Aquileia gelangten.


12. Juli

Das Fest von Hermagoras und Fortunatus wird im Christentum am 12. Juli gefeiert. Die Verehrung der beiden Heiligen reicht besonders im Raum von Aquileia in die ersten Jahrhunderte nach Christus zurück.

Der aus Kärnten stammende Bischof Poppo von Aquileia widmete ihnen die 1021-31 errichtete Basilika von Aquileia. In der Krypta wird ihre Lebensgeschichte in prächtigen Fresken im veneto-byzantinischen Stil dargestellt.

Hermagoras und Fortunatus sind als Heiligenpaar die Schutzpatrone der Region Friaul-Julisch Venetien (seit 2001), der Erzdiözese Gorizia, der Erzdiözese Udine, Kopatrone des Erzbistums Ljubljana und Patrone zahlreicher Städte und Gemeinden.

Quelle: Wikipedia



Hermagoras

Wird auch als erster Bischof Aquilaeias genannt. Er war Schüler des Apostels Petrus und Nachfolger des Evangelisten Markus. Seine Verehrung in Kärnten kommt aus der Zeit, als die Drau die Grenze zwischen dem mächtigen Patriarchat Aquileia und dem Erzbistum Salzburg darstellte.


Alpenkirche Costa - nahe Torreano

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2025-06-12
Associazione per lo Studio e la Salvaguardia delle Fortificazioni a Nord-Est


Bunker Museo Cherso
Plöckenpass (IT)


Der Plöckenpass (ital. Passo di Monte Croce Carnico) war während des Kalten Krieges ein strategisch extrem wichtiger Übergang an der Grenze zwischen Italien und Österreich. Die Region Carnia bildete dabei eine natürliche Verteidigungslinie, die gezielt militärisch ausgebaut wurde. In diesem alpinen Gelände überlagern sich mehrere historische Schichten von Befestigungen – von Stellungen des Ersten Weltkriegs über Anlagen des faschistischen Alpenwalls bis hin zu modernen NATO-Bunkern.

Besonders prägnant ist der Bunker „Cherso 1“, der heute als Museum zugänglich ist und die militärische Logik dieser Zeit greifbar macht. Er liegt in unmittelbarer Nähe des Plöckenpasses und war Teil eines Systems von Sperranlagen, die mögliche Angriffswege aus dem Norden kontrollieren sollten. Die Anlage verdeutlicht, wie stark das Gelände selbst in die Verteidigungsstrategie einbezogen wurde: Bunker wurden in den Fels integriert, getarnt und so positioniert, dass sie Verkehrsachsen überwachen konnten.

Im Inneren von Cherso 1 zeigt sich die typische Struktur solcher Anlagen: enge Räume, technische Einrichtungen zur Luftfilterung sowie Unterkünfte für Soldaten, die oft über längere Zeit isoliert operieren mussten. Diese Bunker waren keine aktiven Kampfzonen, sondern Ausdruck permanenter Bereitschaft – ein Zustand des Wartens auf einen nie eingetretenen Konflikt.

Der Plöckenpass und der Bunker Cherso 1 stehen somit exemplarisch für die Militarisierung der Alpen im Kalten Krieg: ein unsichtbares, aber dichtes Netz aus Verteidigungsanlagen, das die geopolitische Spannung dieser Epoche bis heute im Landschaftsbild sichtbar macht.


GEFÜHRTE BESICHTIGUNGEN
an diesen Wochenenden ist die Bunkeranlage voll ausgestattet.

Sa., 13.06.2026 - 14:00 - 18:00 Uhr
So., 14.06.2026 - 09:00 - 12:00 Uhr

Sa., 11.07.2026 - 14:00 bis 18:00 Uhr
So., 12.07.2026 - 09:00 bis 12:00 Uhr

Sa., 15.08.2026 - 14:00 bis 18:00 Uhr
So., 16.08.2026 - 09:00 bis 12:00 Uhr



ACHTUNG
festes Schuhwerk verpflichtend
Jacke, Pullover verpflichtend
die Innentemperatur der Bunkeranlage beträgt 8°C



ANMELDUNG
Verpflichtende Voranmeldung unter bunkercherso@gmail.com
Kontakt: Enrico Amadori - Gratis Eintritt



Broschüre | Bunker Museo "Cherso 1"
Dal Vallo Alpino alle Guerra Fredda
www.suedalpen.net/bunkermuseochersoinfo



Informationsblatt
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2025-06-08

A Timau, frazione del comune di Paluzza, sopravvive la tradizionale preparazione di un "pesto" che propone un prodotto particolare della montagna friulana. Si tratta di un impasto di lardo bianco, speck, pancetta affumicata e l'aggiunta di qualche erba aromatica. Tradizionalmente è conservato in vasche di pietra e può essere consumato come antipasto, spalmato sul pane o sui crostini caldi; può essere usato come condimento di gnocchi di patate o di cjarsons (tipici ravioli della Carnia, ripieni di erbe o di prugne, con varie aggiunte, dal cacao amaro alla ricotta). Il prodotto può essere acquistato solo da due produttori e la produzione è limitata per cui non sempre si riesce a trovarlo.



Timau/Tischlbong und das VARHACKARA

(c) ORF Kärnten Früher züchtete fast jede Bauernfamilie in der Region Karnien Schweine, im Dialekt "purcit" genannt. In den kalten Wintermonaten zwischen Oktober und Februar wurde das Fleisch zu Würsten verarbeitet. Was dabei übrig blieb, wurde aber nicht etwa weggeworfen, alles wurde weiterverarbeitet, sagte Massimo Mentil, der eine Metzgerei im Ortskern von Timau/Tischlbong betreibt. Heutzutage werden auch die "parti nobili", also die qualitativ hochwertigeren Stücke des Schweins, dafür herangezogen.

Der weiße Speck, der Lardo, ist die Hauptzutat der "Varhackara". Guanciale, - Wangenspeck, pancetta - Bauchspeck, Ossocollo aus dem Nackenstück des Schweines und Salami zählen zu den weiteren Zutaten, sagte Mentil.


Geheimzutat bleibt innerhalb der Familie

(c) ORF Kärnten Dann hat jede Familie noch ihre "Geheimzutat", die natürlich nicht verraten wird. Nur soviel: Bei Familie Mentil liegt das Geheimnis in der Einfachheit, denn keine weiteren Gewürze werden hinzugefügt. So soll der Geschmack des Fleisches möglichst unverfälscht zur Geltung kommen, sagt Massimo Mentil. Wichtig sei, dass das richtige Gleichgewicht zwischen mageren und fettreicheren Anteilen erzielt wird, damit die Fleischcreme richtig schön streichfähig wird.

Früher einmal wurde das Fleisch geräuchert, um es länger haltbar zu machen. Heutzutage dient das Räucher-Aroma vorwiegend dem Geschmack, der aber nicht zu intensiv sein darf, sagt Massimo Mentil. Heute werden die Zutaten meist durch den Fleischwolf gelassen und dann per Hand noch einmal so richtig durchgeknetet - früher einmal wurden sie händisch Stück für Stück bearbeitet. Ein großer Aufwand. Wenn bei Familie Mentil "Varhackara" gemacht wird, kommen gleich einmal an die zwölf Kilo zusammen - die aber dann weggehen wie die "warmen Semmeln", so Mentil.


Kärntner Wurzeln durch Gailtaler Bergarbeiter

(c) ORF Kärnten Die ersten historischen Überlieferungen dieser Spezialität, wie auch des Ortes Timau/Tischlbong selbst, gehen auf das Jahr 1200 zurück, so der Fleischermeister. Wahrscheinlich waren es Bergarbeiter aus dem Gailtal, die sich hier ansiedelten und neben dem Kärntner Dialekt - aus dem sich später das Tischlbongarisch entwickelte - auch viele traditionelle Speisen mit in das Tal brachten.


Viel mehr als nur ein Brotaufstrich

Er ist der Ex-Bürgermeister der Gemeinde Paluzza und hat von seinem Vater Flavio viele alte Rezepte "geerbt". "Varhackara" wird traditionell als Brotaufstrich für Vorspeisen serviert oder zum Verfeinern von Hauptgerichten verwendet. In der Pfanne erwärmen und mit Gnocchi aus Kartoffelteig, Pasta oder in der Gemüsesuppe Minestrone servieren.

Aber auch als I-Tüpfelchen zum Verfeinern von Gemüse wie Radiccio, Kohl und Kraut wird die "Varhackara" herangezogen; auch gekochte Kartoffeln werden in der Pfanne darin geschwenkt. Selbst als Fülle für das Nudelgericht "Cjarsons" - Teigtaschen, die den Kärntner Käsnudeln ähneln - ist die Fleischmasse geeignet, genauso wie für Saucen, die zu Hauptgerichten aus Fleisch serviert werden.


Varhackara auf Brot

Die meisten schätzen die Varhackara frisch aufs Brot gestrichen
Seit 2014 ist die "Varhackara" auch Teil der Slowfood-Bewegung und wird auch von Sterneköchen aus der Region gerne herangezogen, um ihren Kreationen eine bodenständige Note zu verleihen. Eine kleine Anerkennung für all jene, die - im Kleinen - darum bemüht sind, die alten Rezepturen der Vorfahren für die Nachwelt zu erhalten, sagte Mentil. Das Leben und Überleben in den Bergen ist kompliziert - davon kann Familie Mentil ein Lied singen. Aber die Verbundenheit mit der Natur und den Traditionen biete ihnen auch viele positive Seiten und sie möchten es um nichts in der Welt eintauschen.


Handgemachte S-förmige Kekse und Grissini

"Pane è vita" - "Brot ist Leben" - dieses Motto begleitet Familie Silverio seit mehr als 70 Jahren. Senior-Chefin Luciana Maier kennt fast alle ihrer Kunden persönlich und liebt es, sich mit ihnen zu unterhalten, während sie einkaufen. Ihr Sohn Paolo bereitet derweil in der Backstube die für die Region typischen Kekse, die "Esse", zu. Sie tragen diesen Namen, weil ihre Form an den Buchstaben S erinnert, auf Italienisch Esse.

Auch die handgemachten Grissini, die früher als Brotersatz dienten, erfreuen sich noch heute großer Beliebtheit unter den Kunden. Erst seit den 1960er Jahren gibt es sie im Ort, was einem pensionierten Bäcker aus der Gegend von Mailand zu verdanken ist, sagt Paolo Silverio: "Er ist in der Pension hierher gezogen, weil er sich in unseren Ort verliebt hat. Dann hat er meinem Opa gezeigt, wie man die Grissini herstellt. Davor wurden sie hier nicht gemacht."


Kleines Museum zeigt Kriegsrelikte


In Tischlbong gibt es auch ein kleines Museum mit Relikten aus dem Krieg. Museumsdirektor Luca Piacquadio: "Wir machen das hier, um an all jene Soldaten - egal welcher Nationalität - zu erinnern, die im Kampf ihr Leben lassen mussten. Heute sind wir mit den Nachbarn befreundet und müssen nicht mehr kämpfen, aber es ist unsere Pflicht, an jene zu denken, die sich für uns geopfert haben."


Korbträgerinnen als wesentliche Stütze an der Front

Eine wichtige Rolle nahmen die "portatrici" - also Korbträgerinnen ein. 1.160 waren es zu Spitzenzeiten - sie arbeiteten in 15 Gruppen zu 15-20 Personen und nahmen einen mehrstündigen Fußmarsch auf sich, um die Soldaten in den Bergen mit frischem Brot, Wäsche und Medikamenten zu versorgen.

(c) ORF Kärnten Dino Matiz: "Sie gingen hintereinander, ohne miteinander zu sprechen, um nicht aufzufallen. Sie strickten für ihre großen Familien; beteten und hatten immer eine Last von 20, 22 Kilogramm auf ihren Schultern."


Tischlbongarisch: Ein Kärntnerisch-Bayrischer Dialekt

Im ersten Stock des Museums geht es unter anderem um die Sprache Tischlbongarisch und die Kultur. In der Schule lernen die Kinder die alte Sprache. 70 Prozent der rund 300 Einwohner sprechen diesen kärntnerisch-bayrischen Dialekt noch. Ein Merkmal: Das "B" wird statt dem "W" verwendet.

Lange wurde die Sprache nur mündlich überliefert. Jetzt erscheint drei Mal im Jahr eine eigene Zeitung in dieser Sprache - und es gibt auch Kalender und Kinderbücher, sagt Velia Plozner vom Kulturverein. So soll die Sprache vor dem Vergessen bewahrt werden. "Isole di cultura | Timau/Tischlbong"



Weitere Sehenswürdigkeiten

Im "tempio ossario", dem Beinhaus, sind die sterblichen Überreste von 1.700 italienischen und österreichischen Soldaten zusammengeführt. Sehenswert ist auch die Kosakenkirche, die eigentlich Kirche Cristo Regi (errichtet 1946-1964) heißt. Dort steht die zweitgrößte Christusstatue Europas.



Roasnckronz | Wallfahrt | Pellegrinaggio

Der Altar auf der linken Seite im Gailtaler Dom ist der Heiligen Mutter Anna geweiht, der rechte der Königin des Rosenkranzes. Der heutige Altar stammt aus dem Jahr 1768. Er wurde von den Bewohnern der deutschsprachigen Insel Timau gestiftet. Noch heute pilgern die Einwohner von Timau nach Kötschach um das Rosenkranzfest am ersten Sonntag im Oktober zu feiern. #roasnkronz



St. Getraud Wallfahrt

Mitte November wandern Bürger:innen aus Mauthen über den Plöckenpass bis nach Timau zur Hlg. St. Getraud. Mehr dazu unter #pfarre



Timau Tischlbong

Eine Sprachinsel im Umgang mit ihren Grenzen. Tischelwang ist der erste Ort auf italienischem Staatsgebiet südlich des Plöckenpasses, und liegt als Straßendorf an einer der Hauptdurchzugsstraßen des Reise- und Güterverkehrs zwischen München und Italien. Der Ort ist im Mittelalter von Österreich aus besiedelt worden, und die Sprache hat sich im Wesentlichen bis heute in einem friaulischen und italienischen Umfeld sehr gut erhalten. Im Ort sprechen die meisten Leute alle drei Sprachen. Die Ortsbezeichnung ist auf Italienisch Timau, auf Deutsch Tischelwang und in der Ortssprache Tischlbong. Mehr unter #timau tischlbong




Produttori
Agriturismo Al Borg di Patrizia Casali
Paluzza (Ud), Frazione Cleuilis, Via Aip 14
Tel. +39 433 779087

Salumi e Sapori di Timau di Massimo Mentil
Timau (Ud), Via Maria Plozner Mentil, 42
Tel. +39 433 779008 - salumi e sapori



Area di produzione
Paese di Timau, comune di Paluzza, Valle del But, Carnia (provincia di Udine)

Responsabile Slow Food
Marino Corti
Tel. +39 328 2155654
masicortim@libero.it

Referente dei produttori
Massimo Mentil
Tel. +39 338 1784395
maxment@libero.it

www.slowfoodfvg.it/presidi/varhackara
Quelle: ORF.at




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2025-06-03
Das Herbarium des Gart der Gesundheit wurde von den Cramàrs (Krämer) nach Italien gebracht, wo man es kommentierte und benutzte.

Die Inkunabel, wie die ersten gedruckten Bücher genannt werden, wurde am 5. Mai 1486 in Augusburg gedruckt, aber ihr Vorbild, der Gart der Gesundheit, ist ein Band, der am 28. März 1485 in Mainz von Peter Schöffer gedruckt wurde, dem letzten Chefdrucker in der Werkstatt von Johannes Gutenberg, dem Erfinder des Buchdrucks mit beweglichen Lettern im Jahr 1450.

Der Gart der Gesundheit war das erste in deutscher Sprache veröffentlichte Herbarium: Es enthält 435 Kapitel mit etwa 520 Pflanzen, die durch 380 Holzschnitte illustriert sind.

Es wurde ab 1470 von Johann Wonnecke von Kaub, einem rheinland-pfälzischen Bürger und Arzt der Stadt Frankfurt (1440-1503), zusammengestellt, der lateinische und deutsche Manuskripte aus antiken und mittelalterlichen Quellen konsultierte, darunter Plinius, Avicenna und Hildegard von Bingen.

Auftraggeber des Gart der Gesundheit war der Mainzer Domherr Bernhard von Breidenbach (1440-1497), der zwischen 1483 und 1484 ins Heilige Land reiste und den großen Illustrator Erhard Reuwich (1450-1505), der ursprünglich aus Utrecht stammte, aber in Mainz ansässig war, beschäftigte.

Im August 1485 veröffentlichte Johann Schönsperger in Augusburg einen Nachdruck des Gart der Gesundheit im gleichen Format und mit einigen Änderungen in der Schrift. Die Tafeln des Originals wurden geschnitzt und umgedreht, und die hier gezeigte Ausgabe wurde von einigen Kramàr gekauft und nach Karnien gebracht.

L'Erbario di un cramàr
Das Voynich Manuskript
Die Cjarsons


Die Geschichte der Cramàrs

... einige dieser Leute aus Cargna üben verschiedene Berufe bei den Deutschen aus, und als fleißige Leute verlassen sie ihr Land in großer Zahl und gehen, um ihren Lebensunterhalt in fernen Orten zu verdienen, so dass sie jetzt in ganz Europa zu finden sind ...



Mit diesen Worten beschrieb der Historiker Jacopo Valvason di Maniago 1599 in seiner Descrittione della Cargna das Migrationsphänomen der cramàrs; es stellt eine wesentliche Seite in der Geschichte Karniens dar und verzeichnete seine größte Entwicklung zwischen dem 17. und dem frühen 19 Jahrhundert.

Der Begriff cramàrs ist eine Entlehnung aus dem deutschen Krämer, was soviel wie Apotheker, Krämer bedeutet; er wurde später auch für den Tuchhandel verwendet.

Die cramàrs waren fahrende Verkäufer von Gewürzen und Arzneimitteln; im weiteren Sinne wurde der Begriff auch für den Verkauf von Tüchern und verwandten Produkten verwendet; gleichzeitig wurden von Karnien aus auch handwerkliche Spezialisierungen exportiert, unter denen die Tätigkeit der für ihre Geschicklichkeit bekannten Weber sowie der Schneider und Hutmacher hervorstach.

In der Regel stammten die Cramàrs aus den karnischen Bergdörfern, und ihr Handel erstreckte sich von Niederdeutschland über Österreich bis nach Ungarn und Siebenbürgen.

Die Weber und Schneider wanderten dagegen in die Ebene, nach Venetien und Istrien aus.


Im Dezember 2025 wurde in Ravascletto "Il cammino dei Cramârs" als Weihnachtsgeschichte für Einheimische und Gäste erzählt.




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2025-06-02
Pesariis, ein kleines, aber geschichtsträchtiges Dorf im norditalienischen Friaul-Julisch Venetien, ist weithin bekannt als das "Uhrendorf" - Il paese degli orologi. Es liegt im Val Pesarina, einem ruhigen Seitental der Karnischen Alpen, nahe der Grenze zu Österreich, und gehört zur Gemeinde Prato Carnico in der Provinz Udine. Mit nur rund 150 Einwohnern und einer idyllischen Lage auf etwa 750 Metern Seehöhe, verbindet Pesariis handwerkliches Erbe, alpine Natur und kulturelle Einzigartigkeit auf ganz besondere Weise.

Berühmt wurde das Dorf durch seine jahrhundertealte Tradition der Uhrmacherei, die bis ins 18. Jahrhundert zurückreicht. Die Geschichte begann im Jahr 1725, als sich der erste urkundlich erwähnte Uhrenmacher, Solari, hier niederließ. In den folgenden Jahrzehnten entwickelte sich Pesariis zu einem Zentrum für hochwertige Turmuhren, die in Kirchen, Rathäusern und öffentlichen Gebäuden in ganz Europa installiert wurden. Die Familie Solari wurde mit der Zeit zu einem Synonym für Qualität und Innovation in der Uhrentechnik. Besonders im 20. Jahrhundert machte sich die Firma Solari Udine einen Namen durch die Entwicklung von Klappzahlenanzeigen (z.B. für Bahnhöfe und Flughäfen), die weltweit exportiert wurden.



Heute zeugt ein Freiluftmuseum, der Percorso dell'Orologeria Monumentale, von dieser reichen Tradition. Dieser "Weg der monumentalen Uhrmacherei" führt durch das gesamte Dorf und umfasst über ein Dutzend künstlerisch gestalteter und technikgeschichtlich interessanter Uhren. Besucher finden hier unter anderem Wasseruhren, Sonnenuhren, mechanische Räderwerke und moderne Interpretationen der Zeitmessung. Jede Station erzählt auf kreative Weise vom menschlichen Streben, die Zeit zu begreifen und sichtbar zu machen. Besonders eindrucksvoll ist die sogenannte Orologio ad acqua, eine Wasseruhr, die mit einem ausgeklügelten System von Röhren und Behältern funktioniert, oder die Orologio planetario, das nicht nur die Zeit, sondern auch die Bewegungen der Himmelskörper darstellt.

Das Dorf beherbergt zudem das Museo dell'Orologeria Pesarina, ein kleines, aber feines Museum, das historische Uhrenmodelle, Werkzeuge, Mechaniken und Dokumente ausstellt. Hier bekommt man nicht nur einen Überblick über die Entwicklung der Uhrmacherkunst, sondern auch einen Einblick in das Leben der Menschen, die über Generationen hinweg mit höchster Präzision und Hingabe gearbeitet haben. Besonders spannend ist der Übergang von rein mechanischen zu elektronischen Uhren im 20. Jahrhundert - ein Wandel, der in Pesariis besonders gut nachvollzogen werden kann.

Obwohl Pesariis kein typisches Touristenziel ist, hat es sich zu einem Geheimtipp für Individualreisende, Kulturinteressierte und Technikliebhaber entwickelt. Das Dorf vereint auf faszinierende Weise Tradition und Innovation, Vergangenheit und Gegenwart. Hier scheint die Zeit nicht stehen zu bleiben - sondern in ganz besonderer Form sichtbar gemacht zu werden. Ein Besuch in Pesariis ist wie eine kleine Reise durch die Geschichte der Zeitmessung - und eine Entschleunigung in der Gegenwart.






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2025-05-23
Die Alpen als Sehnsuchtsort voller Herrlichkeit können nunmehr auch von Radfahrern entdeckt werden, die den Kraftakt auf steilen Passstraßen scheuen.

Im Kärnten folgt der Alpe Adria Radweg bestehenden Radwegen entlang der Möll, Drau und Gail bis an die Grenze nach Italien. Unweit des Radweges befinden sich namhafte Seen wie der Millstättersee, Faakersee oder Ossiachersee. Ein Seitensprung dorthin lohnt sich allemal. Auf italienischer Seite führt die Route ab Tarvis auf die für viele Radfahrer schönste Radstrecke Europas - und zwar auf die aufgelassene Trasse der alten K+K-Bahn - und schließlich über Udine bis nach Grado an das Adriatische Meer.

Der Alpe-Adria-Radweg ist aber nicht nur ein perfektes Beispiel für die gute Zusammenarbeit der drei Länder Salzburg, Kärnten und Friaul Julisch Venetien. Er gilt auch als praktisches Beispiel dafür, wie man Kultur und Kulinarik dreier Länder binnen nur weniger Tage kennenlernen kann: Heute Kärntner Alpen-Adria-Küche und zum Abschluss italienische Köstlichkeiten in einer Trattoria in Tarvis, Udine oder Grado.

Über den Heimtransport von Grado zurück nach Kärnten muss man sich keine großen Sorgen machen. Der Alpe Adria Radweg verläuft fast durchgehend entlang der Bahnlinie. So können bei Bedarf diverse Abschnitte jederzeit mit der Bahn zurückgelegt werden. Ein besonderes Service für alle Radfahrer bietet der sogenannte "Micotra-Zug", welcher die Städte Udine und Villach mit eigenem Radwaggon verbindet.

https://www.alpe-adria-radweg.com/map



Venzone, am 24.05.2025

20 Jahre Alpe-Adria-Radweg

  • Andrea Mocchiutti, Geologe Gemok
  • Marco Masini, Comunità Montana del Genovese Canal del Ferro e Val Canale
  • Franco Bonu, Serviczio Infrastrutture della Regione autonoma FVG
  • Fabio Dandri, Servizio Trasport pubblico e mobilità della Regione autonoma FVG
  • Enzo Sima, Area Bike PromoTurismo FVG

Mehr Infos unter ...




Wien, Villach am 01.03.2026, Bericht Kleine Zeitung

Radweg verbindet Wien und Villach

600 Kilometer langer und durchgängiger Radweg über 4000 Höhenmeter wird heute eröffnet.

Ad Meridiem, also nach Süden, ging es viele Jahrhunderte lang für die Römer schon von Wien weg. Jetzt geht es für alle Radbegeisterte auf durchgängigem Radweg durch zwölf Regionen in den Süden bis nach Villach“, erklärt Christian Kresse. Der frühere Geschäftsführer der Kärnten Werbung ist der Initiator des Meridiem-Trail. Heute, am 1. März, wird der 600 Kilometer lange Radweg Wien-Villach offiziell eröffnet.

Der neue Radweg startet in Wien bei der Urania, dem damaligen „Vindobona“, und führt bis nach Villach, zur damals bedeutenden römischen Siedlung Santicum. Die Römerstraße führte von Vindobona sogar bis nach Aquileia bei Grado, der damals bedeutendsten Stadt des Römischen Reichs an der nördlichen Adria.

.. „Der Radtourismus bietet großes Potenzial, das es gilt, weiter auszuschöpfen“, sagt Kresse. „Eine Erfolgsgeschichte ist der 2012 gestartete Ciclovia Alpe Adria.“ Hier wurden zuletzt, auch wegen der idealen Anbindung an die Micotra-Bahnverbindung, 150.000 Radreisende mit mehr als 50.000 Radrücktransporten von Udine nach Villach gezählt.





Kötschach-Mauthen, Lienz, Aquileia

Idee: Radweg Via Iulia Augusta

Eine logische zweite Radroute kann und sollte von München über Kitzbühel, den Felbertauern und Lienz, weiter über den Plöckenpass bis Aquileia und Grado führen.

Arbeitstitel: "Auf dem Drahtesel von der Weißwurst zu den Calamari fritti".
Auf den Spuren des Paolo Santonino
Google Map




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2025-05-22
(c) prolocofagagnaDas Fest von Fagagna ist eine jahrhundertealte Tradition, die an den ersten beiden Wochenenden im September stattfindet. Am ersten Sonntag im September findet der Corsa degli Asini statt, der am 6. September 1891 geboren wurde. Der Platz wird in eine echte Rennbahn verwandelt, in der die Protagonisten Esel sind, die von einem Jockey auf einem Wagen geführt werden. Das Rennen findet mit der Batteriemethode statt und das Finale findet unter den 5 besten Eseln statt. Eine Jury kontrolliert den regulären Ablauf des Rennens.

Tourismuswebsite Fagagna Corsa degli Asini
Google Maps Fagagna
Pro Loco Fagagna Facebook: heuer findet der Corsa degli Asini am 7. September statt.

Während der gesamten Dauer des Festivals stehen Kioske zur Verfügung, die den Besuchern die Möglichkeit bieten, die typischen Produkte unseres Dorfes kennenzulernen und zu probieren, wie zum Beispiel den Esel Gulasch und den berühmten Frico.


Ufficio Turistico di Fagagna
Centro informazioni turistiche

Piazza Unità d'Italia, 3
33034 Fagagna (UD)

Tel. +39 0432 812162
ufficioturistico@prolocofagagna.it




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2025-05-21

In einer Welt voller Selfies, in der man sich in der Monotonie eines immer gleichen, selbstbezogenen Blickwinkels verliert, lenkt die Ausstellung über das weibliche Porträt "Di tanti volti" die Aufmerksamkeit wieder auf die authentische Schönheit der Zeichnung und ihre einzigartige Fähigkeit, den Dialog zu schaffen, der den tieferen Blick formt. Über 40 Autoren und 300 Gesichter von Frauen laden ein, Spuren, Zeichen, Gedanken und Emotionen zu finden, die uns menschlich machen, und zu entdecken, was wir im anderen sehen und was der andere in uns sieht.

ÖFFNUNGSZEITEN
Montag: 10:00 - 12:30 / 15:00 - 19:00
Mittwoch Bis Sonntag: 10:00 - 12:30 / 15:00 - 19:00
Geschlossen: Dienstag

Via del Din Renato, 7, 33028 Tolmezzo UD, Italien
Anreise Google Maps

TICKETS
Eintrittskarte gültig für die Ausstellung im Palazzo Frisacco und das Carnic Museum of Popular Arts Michele Gortani
€ 9 Vollpreis
€ 7 ermäßigt
Schulklassen 2€ pro Schüler (1 Begleiter kostenlos)

Organizzato da Comune di Tolmezzo
In collaborazione con PromoTurismoFVG , Museo Carnico delle Arti Popolari Michele Gortani
Con il contributo di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia




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2025-05-15

Die diesjährige Ausgabe mit dem Titel "Friaul-Julisch Venetien: strategischer und kultureller Knotenpunkt Europas, zwischen Tradition und Innovation" will eine Reflexion über die Rolle von Friaul-Julisch Venetien als natürlicher und kultureller Knotenpunkt zwischen dem Mittelmeerraum und Mitteleuropa vorschlagen. Die Region wird als ein Laboratorium des Denkens über die großen Themen der Gegenwart vorgestellt, von der Energiewende bis zur zeitgenössischen Bedeutung der Grenze, die nicht mehr als Barriere, sondern als dynamischer Raum der Begegnung und des Wandels verstanden wird.



Das Projekt verfolgt einen interdisziplinären Ansatz, bei dem Geschichte, internationale Beziehungen, Geopolitik, Kultur, Energie und Nachhaltigkeit miteinander verwoben werden. Ziel ist es, den Dialog zwischen den Generationen, die Einbeziehung der lokalen Gemeinschaften und eine kritische und tiefgründige Betrachtung der Region zu fördern.


Ich nahm mir gestern die Zeit, um einige der Panel-Vorträge anzuhören und neue, spannende Kontakte in und rund um Gemona zu knüpfen. Darunter:

Flavia Virilli, Vzbgm und Kulturstadträtin Gemona
Donata Degrasse, Historikerin der UNI Trieste
Alessandro Ambrosino, Doktorand in Genf, Regionale Diplomatie und europäische Integration
Paolo Petiziol, Kulturvereinigung Mitteleuropa
Corrado Valle, Multinational Land Force - Chef des Planungsstabs
Alessia Chririatti, internationale Grenzen und transaltantische Verbindungen

Barbara Zillia, Finanzlandesrätin FVG


Den Kontakt zu Vzbgm. Virilli können und müssen wir auch im Hinblick auf das Käsefest pflegen. Gemona del Friuli wird oft als erste Käse-Stadt Italiens bezeichnet, und zwar aufgrund ihrer starken Käseherstellungstradition und ihrer jährlichen Käsefestes "Gemona, Käse... und Umgebung". Die Stadt beherbergt zahlreiche handwerkliche Käsereien und ist bekannt für ihre regionalen Käsespezialitäten.



Aussstellungstipp

Bis 15. Juni 2025 in der Burg Gemona bei freiem Eintritt: ELIO CIOL






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2025-04-29

Gabriele D'Annunzio (1863-1938) war ein italienischer Schriftsteller, Dichter, Journalist, Soldat und nationalistischer Politiker, der eine schillernde und kontroverse Figur der europäischen Kulturgeschichte darstellt. Geboren in Pescara, zeigte er früh literarisches Talent und veröffentlichte bereits als Jugendlicher erste Gedichte. Sein Werk ist geprägt von einem ästhetizistischen Stil, der sich an der französischen Décadence orientierte. Er verband darin Schönheit, Erotik, Tod und Machtfantasien, was ihn zu einem zentralen Vertreter des italienischen Fin de Siècle machte.

Neben seiner literarischen Tätigkeit war D'Annunzio ein charismatischer Redner und politischer Aktivist. Während des Ersten Weltkriegs kämpfte er als Freiwilliger auf Seiten Italiens und wurde durch waghalsige Aktionen wie den "Flug über Wien" berühmt. Sein politisches Denken war stark nationalistisch und imperialistisch geprägt. In der Nachkriegszeit erlangte er weltweite Aufmerksamkeit durch die Besetzung von Fiume (heute Rijeka, Kroatien), wo er 1919-1920 eine kurzlebige, quasi-faschistische Republik ausrief. Dieses Abenteuer, das als "Unternehmen von Fiume" bekannt wurde, gilt als Vorläufer des italienischen Faschismus, auch wenn D'Annunzio später Distanz zu Mussolini wahrte.

In seinem Alter zog er sich in den monumentalen Wohnsitz "Vittoriale degli Italiani" am Gardasee zurück, wo er bis zu seinem Tod 1938 lebte. Heute ist das Anwesen ein Museum, das sein Leben und Werk dokumentiert. D'Annunzios Einfluss auf Literatur, Politik und Kultur ist bis heute umstritten - er wird gleichermaßen für seine künstlerische Brillanz wie für seine elitären und autoritären Ideen diskutiert.



Er zählt zu den bedeutendsten Vertretern der italienischen Literatur des Fin de Siècle. Schon früh machte er durch seine poetische Ausdruckskraft auf sich aufmerksam. Seine erste Gedichtsammlung Primo Vere veröffentlichte er im Alter von nur 16 Jahren. In seinen Werken verband er Elemente des Ästhetizismus, Symbolismus und der Décadence mit einer intensiven, oft übersteigerten Sprache. Dabei war er stark beeinflusst von französischen Autoren wie Baudelaire oder Huysmans, prägte jedoch einen eigenständigen literarischen Stil, der in Italien einzigartig war.

D'Annunzio war ein Meister der Inszenierung - nicht nur im Leben, sondern auch auf der Seite. In seinem Roman Il Piacere (Der Lustmensch, 1889) schuf er mit Andrea Sperelli eine Figur, die ganz dem Kult der Schönheit und des Genusses verfallen ist. Dieses Werk steht exemplarisch für D'Annunzios Idee vom "Supermenschen", der sich über moralische und gesellschaftliche Normen erhebt. Auch seine späteren Romane, etwa Le vergini delle rocce oder Il fuoco, spiegeln diese exaltierte Geisteshaltung wider und zeigen ein tiefes Interesse an Kunst, Mythos und Verführung.

Auch als Dramatiker und Lyriker war er produktiv. Seine Gedichtbände, besonders Alcyone, gelten als Höhepunkt seines Schaffens. In dieser Sammlung verband er Naturbilder mit sinnlicher Sprache zu einer nahezu musikalischen Dichtung, die italienische Lyrik revolutionierte. Trotz seines umstrittenen politischen Engagements bleibt D'Annunzios literarisches Werk ein faszinierendes Dokument einer Epoche zwischen Schönheitssucht und Verfall.




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2025-04-26
Passend zum italienischen Feiertag (25. April) waren Gisela Hopfmüller und Franz Hlavac auf Einladung des Kulturvereins Mauthen im Cafè Eck und präsentierten u.a. ihre beiden Bücher über die 111 Orte und 111 Genüsse Friaul-Julisch-Venetiens, die man besucht bzw. gekostet haben muss.

Die außergewöhnlichsten Orte und ihre Geschichten sind so vielfältig, wie es für diese nordöstlichste Region Italiens typisch ist - ein kleines Universum, das Augen, Ohren und Gaumen erfreut. Eine kleine Region als kulinarisches Eldorado: Der Rohschinken Prosciutto Crudo, die Würste Salame und Salsicce, die vielen feinen Käsesorten von Montasio bis Formadi Frant, die Polenta, die sehr speziellen Teigtaschen Cjalsons ...

Die Vortragsreise führte von Görz, dem ehemaligen "Nizza Österreichs" und der heurigen Kulturhauptstadt Europas mit seiner Rosa di Gorizia. Dann nach Pordenone und zur Geschichte des Beato Daniele di Ungrispach. Von dort über Sacile und der Frage, was der Salone d'Onore mit seinen schönen Fresken mit Odol Mundwasser zu tun hat, weiter nach Sappada, der höchstgelegenen Gemeinde Friauls, in der der für Italien historisch wichtige Piave entspringt. Wir hörten vom Montasio, Moggio und dem dortigen Benediktinerkloster. Danach von Marano Lagunare und seiner Taverna al Pescatore. Von dort ging's weiter zum UNESCO Weltkulturerbe Aquileia, dem Kampf zwischen Hahn und Schildkröte und nach Monfalcone, der Geschichte der Reederfamilie Cosulich und dem heutigen Luxusdampfer-Bauer Fincantieri - anschließend nach Triest. Der Palazzo Revoltella ist bis heute ein kulturell wichtiger Nachlass des gleichnamigen Triestiner Barons Pasquale Revoltella. Kulinarisch hörten wir von der Liebesgeschichte des Geigers Jancsi Rigó und seiner Geliebten Clara Ward, bzw. der gleichnamigen Rigojanci-Torte. Von dort nach Tarcento bis nach Verzegnis und der Osteria Stella d'Oro, dem ehemaligen Sitz von Pëtr Nikolaevic Krasnov, dem Anführer der Kosaken, der mit seiner Familie im heutigen Speisesaal residierte. Bekannt ist der Ort heute auch durch das Freilichtmuseum von Egidio Marzona in Villa di Verzegnis. Er stellt hier ganzjährig und kostenlos zeitgenössische Kunst aus.

Buchbestellungen:

111 Orte in Friaul, die …
111 Genüsse Friauls, die …

#friaul #cjarsons #tischlbong


25. April

Am 25. April feiert Italien das "Anniversario della Liberazione ", zu Deutsch den Tag der Befreiung. Der Tag hat einen ähnlichen Stellenwert wie das Festa della Repubblica, der italienische Nationalfeiertag. Im weiteren Sinn symbolisiert der Feiertag das erfolgreiche Ende des Kampfes gegen Faschismus und Nationalsozialismus, den Regimegegner erst politisch und Partisanen ab September 1943 auch bewaffnet geführt hatten.



Herwig Ertl

Viele der friulanischen Genüsse könnt ihr täglich beim Edelgreißler Herwig Ertl im Dorf genießen und Euch hier mit Freunden auf die nächste Friaul-Reise kulinarisch vorbereiten.






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2025-04-19

Reservierungen & Kontakt:

Ristorante Al Valico - Plöckenpass / Passo di Monte Croce Carnico, Timau (UD)
+39 348 154 7253 (Fabrizio) oder +39 347 063 6901 (Assunta)

Seit Ostersonntag 2025 hat Assunta nach den vielen Monaten Sperre des Plöckenpasses endlich wieder ihr und unser geliebtes Al Valico Monte Croce Carnico geöffnet.



Assunta

Assunta kommt vom lateinischen "assumpta", was bedeutet: "die Aufgenommene" oder "die Aufgenommene in den Himmel". Der Name bezieht sich auf die Mariä Himmelfahrt (lateinisch: Assumptio Mariae), ein christlicher Feiertag am 15. August, an dem die Aufnahme der Jungfrau Maria in den Himmel gefeiert wird.

Seit dem heurigen Sommer bietet Al Valico außerdem etwas Besonderes: der neue Koch am Plöckenpass heißt Fabrizio Damiano Casali und kommt - wie Assunta - aus Timau/Tischlbong. Jahrelang war Fabrizio für die kulinarischen Höchstleistungen in "La Perla" (Ravascletto) verantwortlich und zaubert ab sofort für uns am Pass.


Wer mehr wissen will, soll mich kurz anrufen 004369912647680

"Die Berge sind stille Meister und machen schweigsame Schüler"



Assunta, Francesco e Lucca



PRESSETEXT



Enzo Unfer, Mai 2025

AL VALICO - ASSUNTA MENTIL
Das Ristorante Al Valico eröffnet am Plöckenpass mit einem kulinarischen Feuerwerk

Plöckenpass, Mai 2025 - Nach über einem Jahr erzwungener Schließung infolge des Erdrutsches im Dezember 2023, der die Verkehrsverbindung über den Pass unterbrochen hatte, hat das legendäre Ristorante Al Valico pünktlich zu Ostern 2025 offiziell wiedereröffnet. Die Wiedergeburt dieses traditionsreichen Hauses auf 1.360 Metern Höhe, eingebettet zwischen den imposanten Gipfeln des Cellons und des Pal Piccolo, ist ein symbolischer Moment für das gesamte Tal und die alpine Grenzregion zwischen Italien und Österreich. Seit Jahrzehnten ist das Restaurant ein fester Bezugspunkt für alpine Gastfreundschaft und kulinarische Kultur in der Karnischen Region. Die Wiedereröffnung markiert den Beginn eines neuen, spannenden Kapitels - getragen von der langjährigen Besitzerin Assunta (Sunta) Mentil gemeinsam mit ihrem Sohn Francesco Del Stabile, in Zusammenarbeit mit dem aus Timau stammenden Chefkoch Fabrizio Damiano Casali, weithin bekannt als der "Alchemist der Bergkräuter".

Fabrizio bringt seine kreative Küche ins Valico, indem er die großen Klassiker der italienischen und karnischen Tradition durch den gekonnten Einsatz lokaler Wildkräuter neu interpretiert. Das Ergebnis ist ein gastronomisches Erlebnis, das den Geschmack der Authentizität mit der Faszination der Innovation vereint.

"Nach einem schwierigen Jahr für das gesamte Tal freuen wir uns, mit neuer Energie und einer Vision neu zu starten, die unsere Geschichte ehrt - mit einem Hauch von Innovation", kommentiert Assunta Mentil. "Gemeinsam mit Chefkoch Fabrizio möchten wir ein Erlebnis bieten, das die Wurzeln unserer Heimat mit einer zeitgemäßen, berührenden Küche verbindet."

Beide stammen aus Timau und teilen eine klare Mission: das Valico als Ort der Begegnung, der Entdeckung und der Erinnerung wiederzubeleben - und damit Wanderer, Touristen und Feinschmecker aus dem gesamten Alpenraum anzuziehen.

Zwei Seelen, ein Erlebnis:
  • Traditionelle Bergküche
    Der historische Hauptsaal serviert weiterhin authentische Gerichte der alpinen und karnischen Küche - zubereitet mit lokalen Zutaten und nach bewährten Rezepten.
  • Gastronomische Innovation mit Wildkräutern
    Ein kleiner, exklusiver Raum ist dem Degustationsmenü von Chef Casali gewidmet: eine multisensorische Erzählung aus Aromen, Düften und Geschichten der Karnischen Alpen. Mit der Wiedereröffnung des Passes und der Rückkehr des Ristorante Al Valico gewinnt die Region nicht nur einen kulinarischen Anziehungspunkt zurück, sondern auch ein Symbol für Resilienz, Identität und europäische Weitsicht.

Menü vom 25.07.2025



Reservierungen & Kontakt:

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Ursula Puntel

Guardiana delle Erbe di Montagna

Società Agricola Puntel & Family
Via Sant'Osvaldo 11 - 33026 Cleulis / Paluzza (UD)
Cell +393387300053

Presente al mercato contadino settimanale di Tolmezzo
I lunedì dalle 8.00 alle 13.00





Timau Tischlbong

Eine Sprachinsel im Umgang mit ihren Grenzen. Tischelwang ist der erste Ort auf italienischem Staatsgebiet südlich des Plöckenpasses, und liegt als Straßendorf an einer der Hauptdurchzugsstraßen des Reise- und Güterverkehrs zwischen München und Italien. Der Ort ist im Mittelalter von Österreich aus besiedelt worden, und die Sprache hat sich im Wesentlichen bis heute in einem friaulischen und italienischen Umfeld sehr gut erhalten. Im Ort sprechen die meisten Leute alle drei Sprachen. Die Ortsbezeichnung ist auf Italienisch Timau, auf Deutsch Tischelwang und in der Ortssprache Tischlbong. Mehr unter #timau tischlbong




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2024-12-11

2025 ist Görz Kulturhauptstadt Europas (gemeinsam mit Chemnitz). Die Stadt am Isonzo liegt südlich von Villach und nördlich von Triest direkt an der Grenze zu Slowenien. Mit etwas mehr als 30.000 Einwohnern ist sie bis heute Sitz des Erzbistums.

Görz wurde 1001 erstmals urkundlich erwähnt, als Kaiser Otto III. die Burg und den dazugehörigen Ort dem Patriarchat von Aquileja und dem Grafen Werichen von Friaul schenkte, von dem der Besitz auf die Grafen von Eppenstein überging.

Seit dem Spätmittelalter war die Stadt Sitz der Grafen von Görz und kam später in den Besitz der Habsburger. Am Ende des 1. WK wurde Görz, wie der Westrand Krains, Triest und Istrien vom Königreich Italien besetzt. Josip Broz Tito, Anführer der jugoslawischen Partisanen rückte im Mai 1945 bis Görz vor und erhob Anspruch auf die östlich des Isonzo gelegenen Stadtteile.

Bis heute sind im italienischen Teil der Stadt (am Burgberg) eine riesige Tricolore (it. Fahne) und auf slowenischer Seite am Hügel von Nova Gorica der Schriftzug TITO weithin sichtbar.

Mit dem EU-Beitritt Sloweniens (2004) wurden Grenzanlagen und Zäune in der Stadt abgebaut. Am Bahnhofsplatz markieren Blumenkübel und eine Plakette auf der Platzmitte die Grenze.

Die Zusammenarbeit zwischen den beiden Städten zeigt sich in der gemeinsamen Bewerbung um den Titel der Kulturhauptstadt Europas für das Jahr 2025.



Kulturverein Mauthen

Di., 03.06.2025
Kulturmeile Ausflug nach Görz



Via Iulia Augusta - Konzertreise

Sa., 13. und So., 14. September 2025
#viaiuliaaugusta





www.go2025.eu/en

#goerz #gorizia #gurize #novagorica #eukulturhauptstadt



Lienz - Mauthen - Görz

Leonhard von Görz (* 1444 in Lienz; † 12. April 1500 ebenda) war der letzte Fürst aus dem Geschlecht der Meinhardiner. Als Graf von Görz versuchte er zeit seines Lebens, die verlorenen Gebiete in Kärnten zurückzugewinnen. Ihm zu Seite stand der überaus fähige meinhardinische Bastard Virgil von Graben, der als Reichsverweser und Hauptmann die Regierungsgeschäfte für ihn führte, und schlussendlich auch den Übergang der Görzer Grafschaft in das Habsburgerreich einleitete und vollendete. (Wikipedia)

Mauthen war seit dem 14. Jhd Sitz eines Amtes des Grafen von Görz.
Nachzulesen auf Seite 5, #geschichte #centrumcarnicum



Julius Kugy

#kugy






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2024-10-09

Das Bild hängt beim Bäck' in Mauthen, gleich rechts im Gastraum.



Die Besatzungszeit durch die Franzosen

Während der Eroberungsfeldzüge Napoleons I. kam auch in das Gailtal große Unruhe. Zur Abwehr des feindlichen Eindringlings wurde der Landsturm aufgeboten und insbesondere für die Verschanzung des Plöckenpasses gesorgt. Als Hauptleute des Landsturmes fungierten u.a. Josef Kaplenig und N. Bandstätter zu Kötschach sowie Oswald Nischlwitzer zu Mauthen. An der Spitze der Bewaffneten stand Leopold Praskowitz, Dechant von St. Daniel, der Kirchturm und Pfarrhof mit Waffen und Munition angefüllt hatte, um für den Fall eines Kampfes seine Streitschar rasch ausrüsten zu können. Das wurde den Franzosen verraten. Sie ließen Praskowitz ausheben und nach Lienz führen, wo er längere Zeit im Gefängnis schmachtete, bis Fürstbischof Franz Xaver Altgraf von Salamanca-Reifferscheid-Krautheim bei General Ruska und Hauptmann Broussier seine Freilassung erwirkte.

Der Lienzer Schützenhauptmann Hibler, der mit Tirol Landesschützen den Plöckenpass besetzt hielt, bekam am 26. Mai 1809 von seinen gegen Paluzza und Ampezzo vorgesendeten Kundschaftern die Nachricht, dass auf dieser Linie eine Kolonne von 700 bis 800 Franzosen vorrücke und am 27. Mai über den Plöckenpass in Kärnten einbrechen wollen. Die gemeldete französische Kolonne bestand aus 400 Dalmatinern unter Kommando des Oberst Rouvier. Da die Dalmatiner gegen ihren Willen ausgehoben wurden und die Neigung zeigten, bei jeder Gelegenheit zu desertieren und Exzesse zu verüben, wurden die durch zwei Kompanien der Garnison Palmanova eskortiert, weshalb der Gefechtswert des Feindes nur geringer. Am Montag des 27. Mai zeigte sich die Spitze der feindlichen Kolonne im Aufstieg auf den Plöckenpass. Bei ihrem Anblick verließ Hibler mit seinen Landschützen diesen wichtigen Posten, ohne die Verteidigung desselben zu versuchen und eilte nach Mauthen zurück, wobei sich die Landschützen ganz zerstreuten.

In diesem Moment kam gerade Hauptmann Vauquetz mit 130 Mann in Mauthen an und erfuhr den Verlust des Pass. Er erstieg den Plöckenpass und drängte die dort aufgestellten schwachen Posten der überraschten Franzosen im ersten Ansturm zurück. Auf den Gefechtslärm hatte sich die unterhalb des Passes auf der italienischen Seite rastende Kolonne gefechtsbereit gemacht und sich angeschickt, die Stellung, die Vauquetz bezogen hatte, auf beiden Seiten zu umgehen. Die große Zahl der Feinde, deren geringen Gefechtswert Vauquetz nicht kannte und die Unmöglichkeit, mit seiner schwachen Kraft alle Umgehungswege besetzen zu können, bestimmten ihn zum Rückzug über Mauthen, wobei er dem Nachdrängen des Gegners erst am Gailberg ein Ziel setzen konnte. Die französischen Eskonten, die vorwiegend den Kampf geführt hatte, blieb bei Einbruch der Dunkelheit in Kötschach, das Gros nächtigte in Mathen. Dieses an und für sich ganz unbedeutende Scharmützel hatte weitreichende Folgen. Zunächst verbreitete sich die Kunde vom Eindringen einer französischen Kolonne durch die in alle Richtungen davon eilenden Tiroler Schützen sehr rasch in der ganzen Gegend, wobei natürlich die Stärke der Kolonne immer mehr anwuchs und schließlich eine unglaubliche Macht erreichte. Nicht nur alle Landesschützen-Kompanien, auch die Landwehr-Bataillone wurden von der Panik erfasst und verließen ihre Posten.

Eine rühmliche Ausnahme machte der Tiroler Landesschützenhauptmann Mayer, den General Schmidt am Morgen des 27. Mai von Oberdrauburg nach Mauthen zur Unterstützung Hiberls vorsandte und der während der Rückzugskämpfe bei Hauptmann Vauquetz eintraf. Alle seine Leute hatten ihn verlassen, nur er allein kämpfte wacker mit, wurde infolge seiner Tapferkeit und Unerschrockenheit verwundert und geriet, da er zurückgelassen werden musste, in Gefangenschaft. Feldmarschalleuntnant Chasteller wies dem General Schmidt ein Bataillon und 4 weitere Kompanien mit dem Auftrag zu, Mauthen am 28. Mai unbedingt wieder zu nehmen. Schmitz sammelte seine Kraft am 28. um 9 Uhr bei Hauptmann Vauquetz am Gailberg und rückte von dort in Gefechtsformation gegen Kötschach vor. Der Gegner wartete den Angriff nicht ab, sondern zog Würmlach, Weidenburg, Dellach auf der Straße nach Hermagor, wo ihm ein Wagentransport mit Gewehren als willkommene Beute in die Hände fiel, weil ein Teil der Landwehroffiziere infolge der Panik die Pferde zur Flucht benützt hatte. Eine Kompanie der französischen Eskorte zog sich von Mauthen über den Plöckenpass zurück. General Schmidt rückte am 28. bis Dellach vor, wo er von FML. Chasteller den Befehl erhielt, am 29.5. Hermagor zu nehmen, was auch mühelos erfolgen konnte, weil der Gegner bereits nach Villach abgezogen war. Im Herbst 1809 drang die Kolonne Maroni mit 1200 Mann Franzosen über den Plöckenpass ins Gailtal ein, wobei General Maroni von dem am 20.1.1806 mit zwei anderen jungen Sensenschmiedgesellen aus Himmelberg nach Frankreich verschleppen Hans Weber, den die Franzosen mit den beiden anderen Himmelbergern als Wegkundige mitnahmen, über eine Felswand gestoßen wurde. Hierauf übernahm Hauptmann Broussier das Kommando dieser Truppe.

Wegen eines geleisteten Widerstandes wollten die Franzosen vom Maria Schneehügel aus Mauthen in Brand schießen. Dank der Intervention des Ortspfarrers und des der französischen Sprache mächtigen Mauthner Bürgern Josef Hanser konnte dies verhindert werden. Broussier marschierte mit seiner Truppe bis Mauthen und lagerte dort, bis im November General Ruska mit 5000 Mann vom unteren Gailtal heranrücke. Ruska ließ in Kötschach 100 Mann als Besatzung zurück und marschierte mit seiner Kolonne durch das Lesachtal nach Tirol. Hauptmann Broussier ließ in Mauthen 50 Mann als Besatzung zurück und rückte mit seiner Kolonne über den Gilberg gegen Lienz. In Laas fand Broussier einen Trupp Franzosen, die in der Schmiede ihr Frühmahl kochten. Dort wurden die 2 jungen, starken Bauern Binder und Joch, die ahnungslos den Soldaten zusahen, gefesselt und als Zughilfe beiden Trainfuhrwerken mitgeschleppt. Broussier geriet schon westlich Oberdrauburg, beim Tiroler Tor, mit Tiroler Freiheitskämpfern in ein Gefecht. General Ruska erlitt an der Lienzer Klause eine schwere Niederlage. Nahezu 4 Jahre hausten die Franzosen im Gailtal. Sie gründeten ein Königreich Illyrien, in dem das Gailtal eine zum Kanton Greifenburg und zum Kreis Villach gehörige Provinz war. Gleichzeitig wurde das napoleonische System der Großgemeinden eingeführt. Die Gemeinde (Mairie) Mauthen umfasste nach dieser Regelung das Gebiet östlich von Mattling im Lesachtal bis Weidenburg im Gailtal. Sie zählen über 1000 Seelen. Hohe Abgaben hatten die Bewohner an die Freiherren von Staudach zu leisten. Während der Besatzungszeit musste sich eine Reihe maßgeblicher Persönlichkeiten des oberen Gailtales und des Lesachtales in Lienz vor General Ruska verantworten u. a. Josef Hanser und Paul Jochum aus Mauthen sowie Johann Ortner von Kötschach. 1811, während der Besatzungszeit, wurde die Pferde- und Briefpost eingeführt. Ein Postwagen fuhr von Lienz über Oberdrauburg und dem Gailberg nach Kötschach und Mauthen.

Damals fand über die Pässe ein lebhafter Handel mit Italien statt. Die Gailtaler seufzten unter dem schweren Los der französischen Besatzung und sehnten sich nach Befreiung. Am 8. September 1813 zogen die Franzosen plötzlich ab und marschierten nach Hermagor. Die Freude war jedoch verführt, denn 4 Tage später kamen über den Gailberg neuerdings Franzosen und holten sich rücksichtslos 100 Stück Rinder aus den Ställen, bevor sie nach Hermagor weiterzogen. In diesen Tagen rückte österreichische Militär vom Drautal durch das Gailtal gegen Hermagor vor, wobei es am 14. und 18. September mit den Franzosen in heftigen Kämpfen geriet, die mit der vollständigen Niederlage der Franzosen endeten. Zur Erinnerung an diesen denkwürdigen Sieg wurde zu seinem 100. Gedenktag am 21.9.1913 auf dem Hauptplatz in Hermagor der 13 m hohe Obelisk, der einen Achterjäger darstellt, enthüllt. Das Volk jubelte und feierte den Sieg. Eine einzigartige Siegesfeier fand in Kötschach und Mauthen statt.

Vom Pflegeamt in Kötschach und dem Hanserhaus (Bürgermeisterhaus) in Mauthen erschollen langgezogene Trompetenklänge. 6 Reiter und 6 Mann zu Fuß durchzogen die beide Orte. Ihnen schloss sich jung und alt an. Erst ging es durch die beiden Orte, dann nach Laas und Wetzmann. Bei der Kirche St. Katharina in Wetzmann, die von den Franzosen schrecklich demoliert worden war, machte der lange Zug halt. Der Werksinhaber Matthias di Gaspero hatte unter der Linde Fässer mit Bier aufgestellt lassen und lud alle zu einem Trunk ein. An der Linde war das Wappen Napoleon aufgestellt und mit der Inschrift versehen: "Es ist Vollbracht". Erst später kehrten die Feiernden nach Hause. An die Franzosenzeit erinnert noch ein etwa 1 km langes Wegstück im Plöckengebiet, das noch zum Teil als Steig benützt wird und Franzosenweg heißt, weil es die Franzosen bei ihrem Einmarsch 1809 wieder instandgesetzt und benützt haben. Ihr Lagerplatz im hinteren Winkel der Valentintratten heißt heute noch " Mageseng" (französ. Magazin).






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2024-06-22

Ein Buch sticht aus allen historischen Geheimschriften hervor. Es verweigert sich seit hunderten von Jahren dem Verständnis. Das Voynich-Manuskript.

Im Jahr 1912 erwarb Wilfrid Michael Voynich (ein Antiquar aus New York) das handschriftliche mittelalterliche Schriftstück in der Villa Mondragone bei Rom aus dem Bestand einer Jesuitenschule. Seit 1969 lagert das Manuskript in der "Beinecke Rare Book and Manuscript Library" der Yale Universität in New Haven.

Viele Versuche den Inhalt des Manuskripts zu entschlüsseln sind bislang gescheitert. Auf mehr als 200 Seiten Pergament entfaltet sich ein Universum von Millionen zeichnerischen Details und etwa 170.000 Schriftzeichen. Der überwiegende Teil dieses Buchs handelt von Botanik und Kräuterkunde. Neben den medizinischen Abbildungen und Texten kommen auch sehr detaillierte Abbildungen von Sternbilder und Tierkreiszeichen vor.

Material und Schreibstil lassen darauf schließen, dass es um 1420 nChr geschrieben wurde. Das Voynich-Manuskript ist ein wesentlicher Bestandteil des Romans Indiana Jones und der Stein der Weisen. Es weist Indy den Weg zu dem Grab des Hermes, wo sich der Stein des Weisen befinden soll.



The Voynich Manuscript


Nun scheint das ewige Rätsel gelöst. Eleonora Matarrese hat den Kodex entschlüsselt. Er sei in einem Dialekt geschrieben, den man heute noch in Timau/Tischlbong rund um den Plöckenpass / Passo Monte Croce Carnico spricht.

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Einen Link zum Buch von Fr. Prof. Matarrese und weiteren Lesestoff findet ihr hier ...









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2024-05-07
Weniger, dafür besser | Bergsteigerdorf Mauthen | PodCast aufrufen ...

Mauthen liegt eingebettet in die malerische Kulisse der Karnischen Alpen. Ein idyllischer Rückzugsort für Bergliebhaber und Naturfreunde. Die Region Gailtal-Lesachtal-Weißensee zeichnet sich durch ihre atemberaubende Landschaft, klare Bergluft, gute Kulinarik und schier unendlichen Freizeit-, Wander- und Klettermöglichkeiten aus.

Als mich Jörg Wunran und Christof Schett im Frühjahr 2023 angerufen haben und bestätigten, dass Mauthen einen prominenten Platz in ihrer neuen PodCast-Serie bekommt, habe ich ohne Zögern sofort zugesagt. Die beiden waren es auch, die für jedes Bergsteigerdorf eine/n prominente/n Alpinistin/en ausgesucht haben, die als zentraler Gesprächspartner das Bergsteigerdorf erkunden.

"Eine wunderschöne Herausforderung", dachte ich mir. Als sie mir dann sagten, dass mein Promi Andy Holzer sein wird, war die Freude und gleichzeitig mein Respekt gleich um Einiges größer.

"Den Sehenden die Augen öffnen!",
steht auf Andys Website zu lesen. Als "Blind Climber" ist der gebürtige Lienzer ein weltweit bekannter Bergsteiger, Extremsportler und begeistert als Vortragsreisender vor allem die Jugend.

Bis Andy dann Anfang Mai zu Besuch kam, habe ich mich ordentlich angestrengt, um ein Ganztageserlebnis für alle Sinne zusammenzustellen. Als roter Faden durch den Tag diente uns beiden der GeoTrail vom Gailtaler Dom bis zum Waldbad Mauthen.

GeoTrails und Basisgedanken
Nachdem ich mein bescheidenes Wissen zur Erdgeschichte der Südalpen zum Besten gegeben hatte, ertastete Andy die großen Gesteinsbrocken, u.a. den "Löwen von der Kellerwand" mit Begeisterung und erzählte mir seine ersten Klettergeschichten. #geopark

Wofür steht die Marke? Was ist die Besonderheit des Bergsteigerdorfs Mauthen? Wie übersetzen wir die großen Denkansätze des Projektes in alltagstaugliche Maßnahmen im Dorf?

"Mauthen war historisch gesehen seit jeher Ausgangspunkt für die großen alpinistischen Entdecker. So klingende Namen wie Grohmann und Kugy - sie alle starteten von Mauthen aus ihre Bergtouren in die mächtigen Kalkgipfel der Karnischen und Gailtaler Alpen", hörte Andy aufmerksam zu.

In einer sehr reizüberfluteten Zeit brauchen besonders die kleinen Alpendörfer einen gemeinsamen Gedankenbogen, der gut zu ihnen passt. Unter diesem gilt es die vielen orts- und traditionsbewussten Vereine, Aktivitäten und Betriebe wie Alpenverein, Bergrettung, Feuerwehr, Kirche, Kultur, Schule bis hin zu bäuerlichen Direktvermarktern und örtlichen Geschäften zu sammeln, zu vernetzen und damit zu stärken. Im Unterschied zu x-beliebigen Marketingmaßnahmen, die nur vom zugrundeliegenden Fördertopf abhängig sind, geht es darum, respektvoll das Funktionierende wieder zu entdecken und zu schätzen.


Museum 1915-18
Mit Karin Schmid und Raphael Gressel erkundete Andy für seine Zuhörer das Museum der Dolomitenfreunde im Rathaus und hörte gespannt zu. "Ich will eine dieser fürchterlichen Granaten angreifen", bat er tief beeindruckt. #dolomitenfreunde

Werkskantine zur Säge
Wir marschierten weiter und machten einen kurzen Zwischenstopp bei der "Säge". Dort stellte ich ihm Anna und ihr Team vor. Neben dem herrlichen Mittagessen zu leistbaren Preisen, ist es der tagtägliche Kontakt von Menschen aus dem Ort, der die THU-Werkskantine zu etwas ganz Besonderem macht. Alt und jung, Arbeiter und Lehrer, Pensionisten und Bankdirektoren, … in der Säge trifft sich der ganze Ort und findet im Alltag kurz Zeit zum Reden und Gedanken austauschen. #zursaege

LONCIUM, Mauthner CraftBeer
Ein Besuch in der weit über die Landesgrenzen bekannten CraftBeer Brauerei LONCIUM stand gleich anschließend am Programm. Wie das Bierhotel steht die Brauerei für Innovation und Fleiß. Weniger, dafür besser. Während Klaus Details zur Technik verriet, verwies Alois zurecht und mit Stolz auf die zahlreichen internationalen Preise des Mauthner Biers. #bierhotel

ÖAV Zentrum
Das Herz der örtlichen Alpenvereinssektion ist das AV-Camp, gleich neben dem Waldbad Mauthen. Obmann Sepp Lederer begrüßte Andy persönlich und erklärte ihm Funktion und Entstehungsgeschichten zu den verschiedenen Anlagen. Vom Kletterturm, der einst als Strommasten in Niederösterreich stand, bis zum Centrum Carnicum, in dem zahllose Gemälde und Bücher als Alpinarchiv ausgestellt sind. #camp


Energievoll beim Edelgreißler
Und weil der Mensch bekanntlich nicht von Luft und Liebe alleine lebt, genossen wir als letzten Programmpunkt eine wunderbare kulinarische Leistungsschau beim Edelgreißler Herwig Ertl. Eine kleine Geschichte zu jedem Stück Gailtaler Almkäse g.U., zum Speck, zum Lesachtaler Brot, gepaart mit Besonderheit aus dem Friaul und Slowenien. Dazu ein gutes Glas Wein und Bier.

Eine gute Gelegenheit um noch einmal über das zu reden, was ist, was wir schätzen und lieben und über die einzig richtigen Bestrebungen, um diese Besonderheiten auch für die Zukunft zu erhalten und darauf einen guten Entwicklungspfad aufzubauen - für uns, die Jugend und unsere Gäste.

Direkt zum PodCast ...

Andy Holzer (*1966, Lienz)
… ist von Geburt an blind, ist verheiratet und lebt in Tristach. Nach Schule und Ausbildung zum Heilmasseur steigerte er sich in verschiedene Sportarten rein. Bekannt wurde Andy für seine Leistungen im Klettern und Bergsteigen. Schon im Jahr 2007 bekam er den Life Award in der Kategorie Sport.




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2024-05-01

Tourismus-Staatssekretärin Susanne Kraus-Winkler hat am 22. April 2024 im Casino Velden am Wörthersee den 6. Österreichischen Innovationspreis Tourismus an innovative, kulinarische Initiativen und Erlebnisse verliehen.

Der ÖIT wurde gemeinsam von Bund und Bundesländern in den Kategorien "Einzelbetriebliche Initiativen" und "Überbetriebliche Kooperationen" ausgelobt.

"Ein nachhaltiger und zukunftsfitter Tourismus lebt von beständiger Innovation. Im Bereich der Kulinarik ist die Innovationskraft ein unverzichtbarer Motor, um unseren Gästen authentische gastronomische Erlebnisse zu bieten. Maßgeblich dafür sind natürlich auch die hochqualitativen Lebensmittel, die erst durch Österreichs Naturlandschaften ihren eigenen Charakter entfalten. Wie man Innovationskraft und die heimischen Qualitätsprodukte perfekt verbindet, zeigt sich auch bei den Gewinnerinnen und Gewinnern des Österreichischen Innovationspreis Tourismus und ebenso bei den Einreichungen insgesamt. Kulinarik ist für unseren Tourismus ein essentieller Bestandteil: Für ein Drittel unserer Gäste ist sie ein entscheidendes Reisemotiv für einen Österreich-Urlaub. Gleichzeitig spielt Kulinarik eine wichtige Rolle dabei, den Ganzjahrestourismus zu verstärken. Mit dem diesjährigen ÖIT tragen wir dem Rechnung und machen die österreichische Kulinarik bekannter und erlebbarer", so Kraus-Winkler.

BMAW, Studio Horst

Vom Sonderling zum Sonderpreis:
Der Erfolg auf der Bühne des Genusses

Vor 25 Jahren betrat ich erstmals die Genussbühne bei Sissy Sonnleitner, der Alpen Adria Köchin. Gemeinsam erkannten wir den Wert des Gemeinsamen und haben ihn uns geteilt - ganz ohne Neid.

Sissy sagte immer: "Im Alpen Adria Raum haben wir den größten und besten Warenkorb überhaupt." Diesen Reichtum wussten wir vor und hinter den Landesgrenzen zu schätzen, und die Region wurde zu unserer kulinarischen Heimat. Viele schöne Momente haben wir erleben dürfen.

Heute ist das Erlebnis die Bühne des Genusses. Die Edelgreisslerei. Mit ihren Bühnenbildern und ich werde nicht müde und lass mich nicht aufhalten, meine Botschaften zu verkünden. Hier bin ich der Genussfestspiel-Intendant, die ProduzentInnen sind mit ihren Produkten die Hauptdarsteller und in der Edelgreisslerei sorgen wir alle gemeinsam für die Inszenierung. Für den Applaus seid ihr zuständig. ;)

Am Anfang wurde ich oft als "Sonderling" angesehen, doch ich hab mich von meinem Weg nie abbringen lassen weil ich wusste, dass dieser ein besonderer ist. Und ab und zu, trägt die Arbeit dann Früchte. Vor kurzen wurden die Bühne des Genusses und ich mit dem Österreichischen Innovationspreis Tourismus 2024 für "besondere kulinarische Erlebnisse" in Kärnten ausgezeichnet. Und jetzt sogar noch österreichweit mit dem Sonderpreis.



Überzeugt haben die regionalwirtschaftlichen Impulse, der Bildungsauftrag, die touristische Strahlkraft und der Innovationsgeist. Was für ein großes Kompliment.
Eine ganz besondere und lange Reise, die wir gemeinsam erlebt haben. Und weil ich mich darüber so freue und diese Freude auch mit euch teilen möchte, gebe ich euch bei einer Bestellung der Genussbox Best of Malvasia eine besondere Köstlichkeit dazu. Was genau, wird nicht verraten 😊.

Weiterführende Links:
Presseaussendung Ministerium

Herwig Ertl

Onlineshop Herwig Ertl




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2024-04-12
Runder Tisch "Plöckenpass Sperre"
Montag, 8. April 2024 in Kötschach-Mauthen

Auf Einladung des Standortmarketing-Vereins "So viel mehr Kötschach-Mauthen" trafen sich am Montag, dem 8. April 2024, rund 80 Spitzenvertreter aus Politik und Wirtschaft Kärntens und Friauls mit UnternehmerInnen der Region.

Inhalt des Treffens war vor allem ein Informationsaustausch über die aktuellen und geplanten Maßnahmen zur Wiedereröffnung der Straßenverbindung zwischen Österreich und Italien über den Plöckenpass. Die derzeitigen Informationen aus Italien lassen auf eine Fertigstellung der Sanierungsmaßnahmen bis Jahresende 2024 schließen.

"Es geht um Planbarkeit und Perspektiven für unsere Betriebe, die seit Dezember in Unsicherheit agieren. Der regionale und grenzüberschreitende Handel ist ebenso betroffen wie der Tourismus und das gesellschaftliche Leben in seiner Gesamtheit. Dutzende Arbeitsplätze sind jetzt schon in Gefahr. Wir fordern rasche und unkomplizierte Unterstützung für die Zeit der Sperre und klare Aussagen der Verantwortlichen", meint Mag. Adolf Klauss, Obmann des Vereins.

Landeshauptmann Dr. Peter Kaiser bestätigte, dass das Thema im direkten Kontakt zwischen ihm und Friauls Präsidenten Massimiliano Fredriga auf der Tagesordnung steht. Den Spitzenvertretern beider Länder sei die Dringlichkeit bewusst und es gäbe keine Denkverbote. Bereits am kommenden Donnerstag bei der Generalversammlung der Euregio Senza Confini in Triest wird weiterverhandelt. Eine finanzielle Unterstützung der Betriebe stellte Kaiser ebenfalls in Aussicht. Diese könnte beispielsweise aus dem KWF-Stabilisierungsfonds und aus Überbrückungshilfen des Bundes kommen.

Landeshauptmann-Stellvertreter Martin Gruber verwies auf das letztwöchige Treffen mit seiner Amtskollegin Cristina Amirante, bei dem ein exakter Fahrplan zur Öffnung der bestehenden Straße besprochen wurde. Weiters wurde eine grenzüberschreitende Expertengruppe unter der Leitung von DI Volker Bidmon, dem Leiter der Abteilung 9 Land Kärnten, mit der Ausarbeitung einer langfristigen Lösung für den Plöckenpass fixiert.



Der heimische Unternehmer Baumeister Friedrich Seiwald spricht unmissverständlich davon, dass man sich nicht mit einer Notlösung zufriedengeben darf. "Ich war am Wochenende selbst noch einmal am Plöckenpass, um mir ein klares Bild der betroffenen Fels- und Straßenabschnitte zu machen und ich zweifle stark an einer sicheren und zeitnahen Sanierung auf der Bestandsstraße laut Plänen der ANAS". Daher fordert Seiwald umgehend zwischenstaatliche Vereinbarungen auf Ebene der Landeshauptleute am 11. April in Triest. Es brauche einen Staatsvertrag zwischen Italien und Österreich zum unverzüglichen Bau einer Notstraße auf einer Alternativtrasse und den Beginn von Verhandlungen rund um ein Scheiteltunnelprojekt.

Mag. Karl Poppeller von der Felbertauernstraße AG appellierte an alle Verantwortlichen, dass es nur mit gemeinsamer Kraftanstrengung möglich sei, Naturereignisse wie hier am Plöckenpass im Sinne einer dauerhaften Verkehrsverbindung zu lösen. Er verwies dabei auf die vergleichbaren Ereignisse an der Felbertauernstraße im Jahr 2013 und den enormen Zusammenhalt aller Beteiligten.

Kötschach-Mauthens Bürgermeister Josef Zoppoth und mit ihm alle Bürgermeister der Region zeigten sich mit dem Verlauf der Veranstaltung zufrieden. Man hoffe nun auf die in Aussicht gestellten Wirtschaftshilfen des Landes. Wichtig dabei ist, dass im Bedarfsfall schnell und unbürokratisch geholfen werden kann. Es stehen herausfordernde Monate für die Marktgemeinde, den Bezirk und den gesamten, grenzüberschreitenden Lebens- und Arbeitsraum vor uns.

Zusammenfassend war dieser Runde Tisch ein eindeutiges Bekenntnis dazu, dass die Verbindung ins benachbarte Friaul eine notwendige und wichtige Lebensader für beide Regionen ist und dass im Sinne des europäischen Gedankens der Völkerverbindung die Straße in gemeinsamer Planung saniert und ganzjährig abgesichert werden muss.

Weiterführender Link | Medienspiegel


Bürgerpetition

www.ploeckenpass.at | www.passomontecroce.at



Rückfragen und Kontakt
Marktgemeinde Kötschach-Mauthen Bürgermeister Mag.(FH) Josef Zoppoth




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2024-03-27

Am 26. Oktober 1883 in Cedarchis di Arta Terme (UD) geboren, begann er als Mechaniker zu arbeiten und bekannte sich bereits in den ersten Jahren des 20-ten Jahrhunderts zu libertären und antiklerikalen Ideen.

Im Jahr 1908 heiratete er Maria Monai aus Amaro und emigrierte nach zwei Jahren ins Piemont, nach Venetien, in die Schweiz, in die Vereinigten Staaten und nach Sizilien. In dieser Zeit engagierte er sich in den Gewerkschaften und wurde 1919 für einige Monate 1. Präsident der Arbeiterkammer der Carnia.

In den folgenden Jahren begann Candoni als Fotograf in Tolmezzo zu arbeiten, ohne sein politisches und gewerkschaftliches Engagement aufzugeben. Er gründete und leitete den Karnischen Freiheitsverband und die lokale Sektion der Italienischen Gewerkschaft. Im Jahr 1924 wanderte er erneut nach Frankreich, Rom und Kampanien aus und ließ sich dann in Imola nieder, wo er ein Fotostudio betrieb. 1932 wurde er heimlich nach Frankreich ausgebürgert, wo er Kontakte zu italienischen antifaschistischen Kreisen knüpfte. Nach dem Ende des Krieges ließ er sich in Comeglians nieder.

Sein fotografisches Werk aus den ersten Jahrzehnten seiner Tätigkeit ist nicht bekannt. Sehrwohl aber die Fotografien nach dem 2. WK, mit denen er mit besonderen Sensibilität die gesellschaftlichen Veränderungen in den friaulischen Bergen zu interpretieren vermochte. Stets dem Schwarz-Weiß treu, beschränkte er sich nicht auf die Studienarbeit, sondern reiste durch die Täler, um den Spuren einer Moderne zu folgen, die sich in der Region abspielte.

Zum ganzen Artikel in Italienisch ...




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2024-01-02

Die spätromanischen Wandmalereien
Quelle: kath-kirche-kaernten.at / Grafendorf im Gailtal

St. Helena am Wieserberg nimmt wegen seiner bedeutenden Fresken eine wichtige Stellung unter den mittelalterlichen Denkmälern Kärntens ein. Bildrepertoire und Stil dokumentieren die im Wandel von der Romanik zur Gotik begriffene Kunstentwicklung des 13. Jhs. in der von vielen Einflüssen bestimmten Grenzregion.

Die romanische Saalkirche liegt im Gailtal in der Gemeinde Dellach, einer durch den Reiz ihrer Unberührtheit ausgezeichneten Kulturlandschaft im Grenzgebiet zu Italien. Sie bietet durch ihre malerische Ausstattung von Apsis, Triumphbogen und Südfassade ein heterogenes Programm im Wechselspiel zwischen Tradition und Neuerung. Bisher kunsthistorisch nur wenig gewürdigt, stellen die Wandmalereien einen interessanten Beitrag zur Stilgeschichte der Romanik im Süden Österreichs dar. Großer Kunstführer zu einem Kleinod der Romanik in Kärnten.

Thomas Steppan ist Professor am Institut für Kunstgeschichte der Universität Innsbruck. Seine Forschungen gelten der byzantinischen und der hochmittelalterlichen Kunst.

Erschienen in der Reihe Großer Kunstführer des Verlags Schnell und Steiner.
Weitere Buchtipps aus der Reihe "Berge lesen - Bergsteigerdorf Mauthen"



Hochzeitskirche für "Durchhaltevermögen"

Viele Hochzeitspaare suchen eine außergewöhnliche Kirche, in der sie sich vor Gott und den Anwesenden die ewige Treue schwören. So ein besonderer Ort ist die Kirche St. Helena am Wieserberg in Dellach im Gailtal. Sie wurde im 16. Jahrhundert erbaut und symbolisiert Standfestigkeit und Durchhaltevermögen. ORF, Juni 2025


Pilgern senza confini

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2024-01-01

Weniger, dafür besser reicht vollkommen.


Eisdisco

Fr., 05.01.2024 | ab 16:00 | AVcamp Mauthen
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Eishockey

Mi., 03.01.2024 | Eishockey Heimspiel
Sa., 13.01.2024 | Eishockey Heimspiel - EC Sillian Bulls
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Stocksport

Sa., 13.01.2024 | 08:00 | Eisstock - Gemeindemeisterschaft
So., 21.01.2024 | 08:00 | Eisstock - Kulinarisches Turnier
Sa., 27.01.2024 | 18:00 | Eisstock - Nachtturnier
Sa., 03.02.2024 | 08:00 | Eisstock - Dauben Jagan
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Skitouren

Sa., 07.01.2024 | ganztägig | Skitour mit Marc Oberluggauer
Sa., 03.02.2024 | ganztägig | Skitour mit Toni Leitinger
So., 25.02.2024 | ganztägig | Praxis Firnskitour mit Toni Leitinger
So., 03.03.2024 | ganztägig | Skitour mit Klaus Hohenwarter
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Schneeschuhwanderungen

Sa., 06.01.2024 | ganztägig | Familienwanderung, Christian Kogler
Sa., 17.02.2024 | ganztägig | Wanderung St. Daniel-Kronhofgraben, Hannes Guggenberger
Sa., 02.03.2024 | ganztägig | Wanderung Collina Grande, Hannes Guggenberger
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Mitdenken und Mitgestalten

Di., 09.01.2024 | 14:00 | Zoom-Termin Mobilität
Sa., 13.01.2024 | 14:00 | 21. Almkäseprämierung, Kirchbach
Fr., 19.04.2024 | 18:00 | Wildes Kirgistan, Rathaus Kötschach
Fr., 31.05.-02.06.2024 | Bergsteigerdörfer Tagung Luce/Slowenien
Mi., 12.-14.06.2024 | Forum Alpinum 2024, Kranjska Gora
Weitere Infos ...


Einladung an alle

Das Bergsteigerdorf Mauthen ist, wie es ist und es wird, was wir daraus machen. Ganz nach dem Motto findet ihr unter #blog ganzjährig Beiträge und Kommentare, die sich motivierend aber auch kritisch mit dem Dorf und seinen Menschen auseinandersetzen und Stoff zum Nachdenken liefern. Die Themenpalette ist umfassend breit gestreut und basiert auf den inhaltlichen Säulen der Bergsteigerdörfer: Apenkonvention, Raumplanung, Klima-/Naturschutz, Kulinarik/So schmecken die Berge/Slow Food Travel, Ehrenamt, Kultur/Religion/Tradition, Demographie, Mobilität, Arbeitsplatz-/Freizeitangebote, Bürgerproteste, Jugendprojekte sowie eine wohl durchdachte Ortsentwicklung zum Nutzen aller - insbesondere unserer Jugend, ...

Wer Lust hat mitzudenken, eigenen Beiträge zu liefern, ... eine E-Mail an info@bergsteigerdorf-mauthen.at reicht.


Winterprogramm

AV Sektion Obergailtal-Lesachtal


Sommerpogramm


Kultur/Tradition

Kirchtage/Messen/traditionelle Feste
VA der Trachtenkapellen/VA der Chöre
VA des Kulturverein Mauthen
Via Iulia Augusta Konzertsommer
Berge lesen Festival 2024


Literatur in dünner Luft

Fr., 24.-26.05.2024 | Seminarwochenende beim Lamprechtbauer
Aufbauend auf den Veranstaltungen des "Berge lesen Festivals" organisieren wir heuer erstmals ein Jugendliteraturseminar im Bergsteigerdorf Mauthen - gemeinsam mit dem Kärntner Schriftstellerverband.



Sicherlich fehlt hier noch die eine oder andere Veranstaltung. Bitte schickt mir eine E-Mail, damit ich das ergänzen kann. Danke und euch allen ein Gutes Neues Jahr in einem lebendigen Bergsteigerdorf Mauthen.

Ingo Ortner




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2023-12-26

Mit einem kalten, schnee- und veranstaltungsreichen Jänner sind wir in das Jahr gestartet. Allen voran die Alpenvereinsjugend unter der Leitung von Gerald Ebner.



Ganzjahresprogramm · Besser geht's nicht

Von Jänner bis Dezember wurde von mehreren Mitgliedern der Sektion ein abwechslungsreicher Veranstaltungsreigen mit Sport, Camps, Blumen-/Wanderungen, ..., Kulturveranstaltungen angeboten und durchgeführt. Allen voran vom Obmann Sepp Lederer. Sogar ein Tanzkurs in Dellach war dabei. Neben den etablierten Jugend-Veranstaltungen von Melanie und ihrem Team gelang es Ruth ein besonders attraktives Angebot (ab Herbst 23) für die Kleinsten auf die Beine zu stellen.

Anfang Februar hat uns Robert Schabus mit seinem Film ALPENLAND einen faszinierenden und Bewusstsein-schaffenden Kinoabend bereitet.


Am 15./16. März waren wir zur 1-Jahresfeier "Bergsteigerdorf Paularo" eingeladen. Miro Erzen (Slowenien), Jan Salcher (Lesachtal), Alessandro Plozner (CAI Ravascletto), Camillo De Pellegrin (Val di Zoldo), Ingo Ortner (Mauthen) und Stefano Mazzolini (vicepresidente del Consiglio Regionale) diskutierten mit Marco Clama (Paularo) über bisherige Erfolge und zukünftige Pläne des neuen Bergsteigerdorfs.


Am 28. April 2023 fand in der THU Säge eine weitere Sitzung zum Thema MTB-Strecken im Gemeindegebiet statt. Initiator Rene Kristler ist zu gratulieren, dass es ihm gelungen ist, sehr viele Menschen - Radsportler, Grundbesitzer, Vereins- und Gemeindevertreter - an einem Ort zu versammeln und der Diskussion damit neuen Schwung zu geben. Die für heuer geplante Streckenverbindung Bischof - Promosalm wurde leider (noch) nicht realisiert.


Die Bergrettung Kötschach-Mauthen hat am 15. Juli zum KLAMMFEST.Revival beim Felsentor eingeladen und zahllose Einheimische und Gäste sind der Einladung gefolgt. Flying Fox, Konzert der TK-Mauthen, viel Musik und gute Stimmung.


Der Sommer war schön, lang, warm und niederschlagsreich. Unzählige Veranstaltungen für Einheimische und Gäste prägten die Monate Juli bis September. Neben den Sportveranstaltungen des Alpenvereins waren die traditionellen Feste (Kirchtage, …) und andere Kulturveranstaltungen in der Region ein Hochgenuss. Besonders erwähnenswert:

- der Mauthner Alm Berglauf fand heuer wieder statt
- der KUT80 von Sillian bis Mauthen war ein großer Erfolg
- das Kulturprogramm der Via Iulia Augusta



Kultur/-leben


Sehr großen Wert habe ich heuer darauf gelegt, Veranstaltungen der Senza-Confini-Region Lesachtal, Gailtal, Val-But abzubilden und in einem umfassenden Terminkalender aktuell zu halten. Die jährliche Ausstellung in Illegio ist ein ganz besonderes Highlight und damit ein Ausflugstipp der Extraklasse.

Viel Arbeit und Energie hat Robby Peters in die Erstellung des neuen und umfassenden 2-bändigen Katalogs zum Alpenvereinsarchiv gesteckt. Nachzulesen unter www.bstd.at/centrumcarnicum

Die Veranstaltungen des Kulturvereins Mauthen und der Via Iulia Augusta - Konzertsommer genießen großes Publikumsinteresse und sind fixer Bestandteil des Kulturprogramms im Bergsteigerdorf Mauthen.



Neues Öffi-/Almtaxiangebot


Jahrelange Bemühungen um ein besseres Öffi-Angebot Richtung Plöcken waren heuer von Erfolg gekrönt. Ein Ruf-Busangebot bis Paluzza, die Haltestelle Lamprechtbauer-Kreuzung und das neue Almtaxi stehen nun jährlich Einheimischen und Gästen zur Verfügung.


Dazu passend auch der Hinweis, dass der Karnische Höhenweg im Internet unter www.karnischer-hoehenweg.com ein vielgenutztes und top-verlinktes Informationsportal für Weitwanderer ist.




Bautätigkeiten & Neuer Zollnerseewirt

Den vielen Neumitglieder der letzten 2-3 Jahre (Stand 12/2023 - knapp 5.000) sei Dank, verfügt unsere Sektion über einen satten Budgetpolster, der für Baumaßnahmen (Zubau Geologie, Außenhaut Zollnersee, etc.) verbraucht wurde. Sogar ein Tiefbrunnen und eine Brücke über den Mühlbach konnten gebaut werden. Besonderer Dank an dieser Stelle dem Bauteam, insbesondere Herrn Rudi Kies. Auch in den nächsten Jahren stehen entsprechend hohe Budgetmittel zur Verfügung. Die Sanierung des Klettersteigs auf den Trieb, ... sind schon in Planung.

Sehr erfreulich ist die Tatsache, dass mit Wolfgang ein guter neuer Wirt für die Zollnersee-Hütte gefunden werden konnte. Im heurigen Winter betreibt er sogar das AV-Camp!



Pfarre Mauthen

Ostern, Pfingsten, Kirchtag, Allerheiligen, Totensonntag, Xaveri, Weihnachten, … Was wäre das Bergsteigerdorf Mauthen ohne seinen traditionellen kirchlichen Feste? Im Oktober ist es gemeinsam gelungen einen neuen Pfarrgemeinderat zu wählen und damit den Grundstein für den Fortbestand der Pfarre Mauthen zu legen. Den Wenigen, die bis heute nicht verstanden haben, warum ich mich/wir uns für das Gelingen massiv eingesetzt haben: es drohte ein Vakuum und damit das große Problem für das Dorf und die Dorfgemeinschaft, denn "Ohne Pfarrgemeinderat keine Pfarre" und damit auch keine kirchlichen Feste mehr.




Bergsteigerdörfer Tagung

Anfang Oktober fand heuer die Tagung der Bergsteigerdörfer in Innervillgraten statt. Als Vertreter Mauthens war ich zum x-ten Mal gerne mit dabei. Einen ausführlichen Nachbericht gibt es hier …





Integrationspreis des Landes Kärnten

Als Zeichen des guten Miteinanders wurde das "zivilgesellschaftliches Engagement" der Bürger*innen mit dem Integrationspreis des Landes Kärnten ausgezeichnet.




Plöckenpass seit 2.12.2023 gesperrt

Die Vorbereitungen auf das Treffen von LH Kaiser und Regionspräsident Fredriga am 10. Jänner 2024 sind auf vielen Ebenen voll im Laufen. Jede/r gibt sein Bestes, um ausgehend (von italienischer Seite) allen Möglichkeiten eine rasche, gemeinsame und grenzüberschreitende Lösung zu bieten. Zum Medienspiegel ...

Damit wir als dünn besiedelte Talschaft und als Region in den zahllosen Alltagsthemen nicht untergehen, gibt es hier eine Bürgerpetition an LH Kaiser, LH Mattle und LHStv. Gruber ...




Xaveri, Perchtenlauf, Gang im Advent, Weihnachten

Mit einer besinnlichen Advents-/Weihnachtszeit und wertvollen Traditionen im Dorf ist das Jahr schön ausgeklungen. Besonderer Dank gebührt den örtlichen Vereinen (Trachtenfrauen, MGV, Perchtengruppe, TK Mauthen, ...)

Einziger Wermutstropfen ist die Fehl-/Entscheidung des Ortsmarketings den Adventmarkt heuer nicht - wie geplant - in Mauthen abzuhalten.




Wir gedenken den Verstorbenen

Stellvertretend für alle: am 11. Mai verstarb unser langjähriger Freund Ottone Del Stabile im Alter von 83 Jahren. Am 30. Juli 2023 unsere liebe Anni Dabernig im 93. Lebensjahr: Einen kleinen Nachruf gibt's hier …

Kürzlich erreichte uns die traurige Nachricht, dass Simone Spörk (29) - Zollnersee-Hüttenwirtin 2022 - leider ihrem Krebsleiden erlegen ist. Hier geht's zur Parte ...




Auf in ein Gutes Neues Jahr!

Das Neue Jahr startet mit zahlreichen Veranstaltungen. Unter dem großen Leitmotiv "Bergsteigerdorf Mauthen" werde ich/werden wir auch heuer viel Positives für das Dorf, seine Menschen und unsere Gäste bewegen. Wer Lust hat mitzumachen, ...

Gäste, Exil-Gailtaler, ... werdet Mitglied in unserer Sektion. Alle Vorteile der Alpenvereinsmitgliedschaft sind inkludiert und ein Teil eures Jahresbeitrags bleibt vor Ort für all die zahlreichen Aktivitäten, die in und rund um das Bergsteigerdorf Mauthen gemacht werden. DANKE!





Helft mit! Bitte meldet euch hier zum Newsletter an.
... und erzählt davon bitte auch euren Freunden und Bekannten.





Alle digitalen Services des BERGSTEIGERDORF Mauthens stelle ich - wie bisher - dem Ort kostenlos zur Verfügung. D.h. mein Engagement, jeder Text, jedes Bild, jeder Veranstaltungshinweis ... unter www.bergsteigerdorf-mauthen.at, auf Facebook, Instagram und Youtube ... kostet der örtlichen ÖAV-Sektion wie bisher keinen einzigen Euro. Ganz im Gegenteil - durch die umfassende Berichterstattung und Online-Know-How ist es gelungen die Mitgliederzahl der örtlichen Alpenvereinssektion in lichte Höhen zu katapultieren und damit nachhaltig zahlreiche Projekte überhaupt erst (finanziell) zu ermöglichen.

Für den Inhalt verantwortlich: Ingo Ortner
T 0699 12647680 · info@bergsteigerdorf-mauthen.at




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2023-12-12

Die ersten Buchstaben auf österreichischem Boden!

Der weltberühmte Historiker und Literatur-Nobelpreisträger Theodor Mommsen (1817-1903, Berlin) entdeckte 1857 auf der Missoria Felsinschriften etruskisch-venetianischer Herkunft. Die Schriftzeichen gelten bis heute als die ersten auf österreichischem Boden und sind laut Forschungsergebnissen von Karl Pauli in das 3. Jahrhundert v.Chr. zu datieren.

Zur Tour 403a

Theodor Mommsen (1817-1903), Jurist, Philologe und Althistoriker von Weltrang (Abb. 1), bereiste in der zweiten Jahreshälfte 1857 das Kaisertum Österreich. Sein Vorhaben war es, die dort vorfindlichen römischen Inschriften zu sichten und zu verzeichnen. Mommsen, der im Jahr zuvor seine Römische Geschichte in drei Bändern herausgebracht hatte, arbeitete damals im Auftrag der Preußischen Akademie der Wissenschaften am Corpus inscriptionum Latinarum, der monumentalen und bis heute maßgeblichen Sammlung sämtlicher erhaltenen römischen Inschriften, die auf seine eigene Initiative zurückgeht. (siehe Aufsatz Mag. Dr. Lederer)


1885 wurde die Schriftzeichen ausgeschnitten und befinden sich nun im Landesmuseum Klagenfurt. Die Fundstelle kann in den Sommermonaten ganz leicht von Würmlach und Mauthen aus erwandert werden.

Mehr dazu ... Abteilung für Ur- und Frühgeschichte | Rudolfinum - Jahrbuch des Landesmuseums für Kärnten 2008
Aufsatz Mag. Dr. Thomas Lederer
Wanderung auf die Missoria | alpenvereinaktiv

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